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RAGUSA - 24/04/2014
Attualità - Le proteste dopo il dissequestro deciso dal tribunale del riesame di Ragusa

Forconi: "Non toccate casa Guarascio"

Anche il Comitato contro le aste giudiziarie annuncia battaglia: "Così Giovanni lo uccidono 2 volte" Foto Corrierediragusa.it

«Nessuno prenderà possesso a Vittoria della casa di Giovanni Guarascio, che resterà alla sua famiglia». Sono decisi a tutto i Forconi e il Comitato contro le aste giudiziarie (foto) dopo che i giudici del tribunale del riesame di Ragusa hanno deciso per il dissequestro e la conseguente restituzione all’acquirente della casa all’asta per la quale il muratore vittoriese si diede fuoco nel maggio 2013 a Vittora, rimettendoci la vita pur di non perdere l’immobile per un tozzo di pane. Gli sfratti esecutivi sono da settimane bloccati fisicamente dai Forconi e dal comitato contro le aste, secondo cui va cambiata e resa più equa la legge sulle aste giudiziarie. «Fino a quando la legge resterà immutata – dichiara Mariano Ferro, leader dei Forconi – noi saremo fuorilegge, e pure orgogliosi di esserlo». Per il leader del Comitato contro le aste Angelo Giacchi, «Con la decisione dei giudici Giovanni Guarascio è stato ucciso per la seconda volta, e, quel che è peggio, la sua morte non è servita a nulla». Nei prossimi 60 giorni nel territorio ibleo ben mille 300 famiglie sono a rischio sfratto esecutivo a causa delle aste giudiziarie. Una ecatombe alla quale si vuole mettere la parola fine anche con proteste eclatanti e Roma e, se sarà necessario, con l’incatenamento a Montecitorio.

Per Ferro e Giacchi «Bisogna combattere contro la depressione e fare quadrato tutti insieme per cambiare le leggi e la burocrazia perché se un anno fa il povero Guarascio ci avesse chiamato, invece di combattere da solo la sua battaglia, forse adesso sarebbe ancora con noi».

LA CASA DI GUARASCIO TORNA AL SUO ACQUIRENTE
Il caso Guarascio riserva un altro colpo di scena. Il Tribunale del Riesame di Ragusa ha annullato il provvedimento di sequestro dell’immobile di via Brescia, causa della tragica morte del muratore Giovanni Guarascio verificatasi nel mese di maggio del 2013, quando l´uomo si diede fuoco, preferendo perdere la vita piuttosto che la casa. L’avvocato Carmelo Scarso, difensore di Orazio Sciagura, l’acquirente della casa venduta all’asta, afferma che si tratta della prima volta che la Magistratura giudicante è chiamata a decidere, sia pure in fase cautelare. Come si ricorderà, nel mese di marzo del 2014 il Gip di Ragusa, su richiesta della Procura della Repubblica, aveva emesso il provvedimento di sequestro dell’immobile di via Brescia con contestuale affidamento in uso alla moglie della vittima, la signora Giorgia Famà, anch’essa avvolta dalle fiamme che hanno bruciato il marito e viva per miracolo dopo mesi di cure delicate. I motivi del sequestro cautelare, erano tentativo di estorsione e turbativa d’asta.

Il Gip aveva emesso il decreto di sequestro solo sulla base dell’ipotesi di turbativa d’asta escludendo il tentativo di estorsione. Il Tribunale del Riesame, comunica l’avvocato Carmelo Scarso, è sceso nel merito della vicenda ed ha annullato il provvedimento di sequestro, ordinando nel contempo la restituzione dell´immobile a Orazio Sciagura. Il provvedimento del Tribunale è stato già eseguito.

"E´ da rilevare che il Tribunale- afferma ancora l’avvocato difensore- con una decisione coerente e fedele agli atti processuali, oramai completi, ha ribaltato la lettura dei fatti ed ha smentito tutte le costruzioni mass-mediatiche, le quali non potevano disporre di tutti gli elementi processuali che hanno avuto in esame i magistrati giudicanti".