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RAGUSA - 16/04/2014
Attualità - In provincia il clou è domenica con gli eventi pasquali a Modica, Scicli e Comiso

Settimana santa nel vivo in tutti i comuni degli Iblei

Ad Ibla la processione con il simulacro dell’Addolarata. Nelle cattedrali di Noto e Ragusa si è tenuta la messa crismale presieduta dai vescovi Foto Corrierediragusa.it

Entra nel vivo la settimana santa con i riti che si celebrano presso le varie parrocchie. Oggi intanto nelle cattedrali di Noto e Ragusa èstata officiata la messa crismale presieduta rispettivamente dal vescovo Antonio Staglianò e dal vescovo Paolo Urso nel corso delle quali sono stati benedettigli olii sacri. Grande la partecipazione dei presbiteri delle due diocesi e dei fedeli ad un rito che precede l´intenso fine settimana che porterà domenica alla celebrazione della resurrezione del cristo. Ad Ibla si è tenuta la processione animata dalla confraternita San Filippo Neri che, dalla chiesa omonima, in via Giusti, ha recato a spalla il gruppo statuario de «La Veronica» (nella foto), e sono stati consumati tutti i cortei legati alla celebrazione delle «Quarantore». Anche in questo caso, il simulacro, dopo essere transitato dinanzi alla chiesa della Anime sante del Purgatorio, è stato condotto all’interno del Duomo di San Giorgio per l’adorazione del Santissimo Sacramento.

Anche in questa occasione molti i turisti che hanno fatto capolino, rimasti semplicemente a bocca aperta dinanzi al fascino che promanava dalla celebrazione. «Anche quest’anno – dicono i rappresentanti delle confraternite – la partecipazione dei fedeli è stata molto intensa. Significa che l’attenzione nei confronti dei riti della Settimana santa a Ibla resta molto elevata. Come sempre, le processioni hanno seguito dei percorsi che, sebbene non sia il primo obiettivo, hanno puntato a valorizzare le bellezze architettoniche del quartiere barocco".

A Modica nella chiesa di S. Maria il simulacro del Cristo è stato calato dalla croce e una fase dopo l’altra, sono stati staccati i tre chiodi (i due delle mani, l’altro riferito ai piedi) ed il corpo trasportato su una lettiga all’interno della cappella palatina e qui disposto per l’adorazione dei fedeli, accanto al simulacro della Madonna Addolorata. Una cerimonia molto particolare, in un contesto architettonico unico, quale quello della cappella Cabrera appunto, sopravvissuta al terremoto del 1693 e incastonata nella nuova architettura settecentesca.