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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1270
RAGUSA - 03/04/2014
Attualità - Intervista al direttore provinciale del Servizio Centro per l’impiego Vindigni

Sos lavoro con progetto "Youth Guarantee" per i giovani

E’ il piano voluto dal ministro Giuliano Poletti e recepito dalla Regione Sicilia. Un cofinanziamento tra Comunità Europea (200 milioni) il Ministero (100) e la Regione (40). Nuovi scenari per i praticanti avvocati e commercialisti che finora hanno lavorato gratis per 2 anni: percepiranno 500 euro al mese Foto Corrierediragusa.it

Emergenza lavoro in Sicilia. Il ministro Giuliano Poletti ha fretta di far partire il nuovo piano europeo contro la disoccupazione giovanile, che si chiama «Youth Guarantee», e anche la Regione Sicilia si mobilita. Perché dal primo maggio 2014 il progetto deve essere operativo, per protrarsi fino al 30 giugno 2015. Salvo beneficiare di un rifinanziamento fino al 2020 se la domanda e l’offerta formativa dovessero coincidere bene. Trecento quaranta milioni di euro a disposizione di disoccupati e inoccupati, e anche di giovani che durante l’obbligo scolastico si sono persi per strada rimanendo senza un presente e neanche un futuro, a disposizione delle «sirene» criminali sempre in agguato per reclutare nuove leve da sfruttare.

E Ragusa, come si sta organizzando per affrontare il nuovo «Youth Guarantee», questa sorta di «garanzia per i giovani» che non hanno mai avuto o hanno perso il lavoro? Ne parliamo con Giovanni Vindigni (foto), direttore del Servizio Centro per l’Impiego di Ragusa, che sostituisce l’ex Ufficio provinciale del Lavoro, che ora ha compiti più specifici ai fini dell’immissione di disoccupati e inoccupati nel mondo del lavoro.

«La consistente somma di 340 milioni di euro- specifica Giovanni Vindigni, che guarda al futuro con un po´ di ottimismo- proviene da un cofinanziamento che vede impegnati insieme la Comunità europea per 200 milioni, il Ministero del Lavoro per 100 milioni e la Regione Sicilia per 40 milioni. Soldi che saranno gestiti dal Dipartimento Lavoro e mirano a raggiungere target particolari in favore di giovani della fascia 15/25 anni».

Direttore, cerchiamo di capire e spiegare bene come si articolerà questo progetto
«I piani sono due: quello rivolto ai giovani tra 15 e 25 anni e quello che riguarda la fascia 26/35 anni. Vediamo i primi. Per questo piano scatta un programma sinergico tra questo ufficio (che diventa l’incrocio tra domanda e offerta), aziende e organizzazioni sindacali di categoria (Industria, Commercio, Cna, Agricoltura, Federalberchi, Turismo e quant’altro possa esserci) che offrono lavoro. Sulla base delle domande delle aziende, partono i corsi di formazione specifici (non più parrucchiere ed estetiste) rivolti ai giovani, che una volta formati andranno a costituire una graduatoria dalla quale attingere. Il nostro Ufficio si attiverà all’accoglienza e all’orientamento fino a stilare una scheda anagrafica personale. Da quando avviene la richiesta, l’ufficio avrà 4 mesi di tempo per trovare la soluzione al giovane. L’ultimo passo è quello di arrivare al bilancio di competenze e di prossimità. Per rispondere a 3 domande: cosa hai fatto, cosa stai facendo, cosa vorresti fare. I giovani formati formuleranno una dichiarazione di immediata disponibilità e potranno entrare nel nuovo circuito di lavoro. C’è da chiarire che il lavoratore formato potrà inserirsi nell’azienda che ne ha fatto richiesta per un anno, con pagamento a totale carico della Regione».

Adesso vediamo il secondo, quello che riguarda la fascia 26/35 anni
«Questo piano di 100 milioni di euro si rivolge alla platea di diplomati e laureati ed è gestito dal Dipartimento Istruzione e Formazione regionale. Ci sono i diplomati di lungo periodo che attendono un lavoro, e ci sono laureati che esercitano il praticantato come avvocati, consulenti fiscali, del lavoro, ecc., gratis. Lo stanziamento prevede 500 euro mensili per il praticante e 100 per l’azienda ospitante».

Cosa deve fare il giovane che, acquisita la professionalità necessaria, vuole avviarsi verso la strada del lavoro autonomo o dell’imprenditoria
«Il cosiddetto progetto dell’autoimpresa. Per lo start up ogni laureato o diplomato che intende cominciare verso questa direzione, riceverà un contributo di 20 mila euro una tantum, di cui solo il 30% da restituire a tasso zero».

Direttore, con questa sorta di «Piano Marshall», se ci è consentito il paragone, per il lavoro in Sicilia, il suo ufficio che ruolo avrà?
«Con questi progetti l’ufficio che dirigo si sburocratizza e si pone a un livello più alto grazie alla professionalità già esistente nel personale e consentirà l’immissione nel mondo del lavoro a circa 25 mila inoccupati/disoccupati in tutta la Sicilia, rispetto alla bassa percentuale del 4% di inserimento finora registrato».

Appare scontato che da solo un progetto così ambizioso è difficile realizzarlo.
«Infatti- conclude Vindigni- abbiamo già attivato la sinergia con aziende datoriali, imprese e sindacati al fine di riuscire a inserire quante più persone possibili in modo tale da avere un’autorevole capacità di spesa e di ricevere, per contro, una premialità europea fino al 2020».