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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1491
RAGUSA - 31/03/2014
Attualità - Il convegno tenutosi alla Camera di Commercio per iniziativa dell’Ordine dei commercialisti

Crisi economica, non se ne vede la fine in provincia

Bisogna fare sistema e consorziarsi per uscire fuori dalle difficoltà Foto Corrierediragusa.it

Non si vede ancora la luce fuori dal tunnel della crisi in cui versa la provincia. La crisi morde ancora e le imprese non riescono a decollare. Il convegno tenutosi alla Camera di Commercio per iniziativa dell´Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili per la circoscrizione del Tribunale di Ragusa ha trattato il tema «L’Italia da slegare – Politica fiscale e semplificazione amministrativa per lo sviluppo competitivo del Paese» ed ha analizzato le difficoltà in cui versa il sistema economico provinciale.

«Ci accorgiamo sempre di più che il nostro ruolo di commercialisti, di consulenti delle imprese – ha affermato il presidente dell’Ordine Daniele Manenti – deve essere orientato a modificare la cultura di interazione delle stesse imprese locali con il mercato. L’esempio limite è che a volte ci sono realtà che, pur di non fare sistema tra loro, preferiscono morire. Anche perché manca l’adeguata formazione, la dovuta apertura mentale. E questo significa un danno immenso per il nostro sistema». Nel corso dei vari interventi tenuti da esponenti del mondo bancario, assicurativo, imprenditoriale è emersa la necessità di aggregarsi e di fare sistema Il direttore generale di Conad Sicilia, Giorgio Ragusa, ha annunciato che «nelle prossime settimane sarà reso noto uno studio da noi condotto assieme a Nomisma in cui conosceremo nel dettaglio la filiera e, soprattutto, i motivi della perdita di valore tra produzione e grande distribuzione. Posso anticipare che il valore va ad essere penalizzato nei costi intermedi. Dobbiamo, dunque, porci il problema di come creare nuovo valore».

Il presidente provinciale Cna Ragusa, Giuseppe Massari, ha posto l’accento sulla necessità di «fare il più possibile sistema, creando le basi affinché le nostre piccole aziende credano in nuovi metodi operativi come ad esempio le rete d’impresa per competere ad alti livelli sui mercati internazionali» mentre Giorgio Cappello, presidente di Piccola Industria Confindustria Sicilia, ha ricordato che «l’obiettivo che ci dobbiamo porre da qui ai prossimi anni deve essere quello di triplicare l’export in Sicilia. Una voce che solo nel 2012 valeva 13 miliardi. Guardare esclusivamente al mercato interno – ha chiarito – è una partita persa in partenza».