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RAGUSA - 29/03/2014
Attualità - L’evento promosso dall’Associazione Youpolis con Cantiere Culturale centrale

Mariannina Coffa, quella poetessa "maledetta"

A rievocare l’anima della poetessa dei sospiri è stata anche la biografia raccontata da Isabella Papiro, la danza di Emanuela Curcio che si è calata nella vicenda della sventurata aggirandosi tra il pubblico come un’anima in pena Foto Corrierediragusa.it

La struggente storia d´amore tutta ragusana di Mariannina Coffa è stata rappresentata in maniera appassionata ed avvincente nella sala conferenze del Museo della Cattedrale. Un numeroso pubblico ha seguito la vicenda umana di una Mariannina stanca dei soprusi che ricorda a tutti che l’essere umano è fautore del suo stesso destino, che le scelte prese in pochi attimi possono condizionarci per tutta l’esistenza e che la libertà di esprimere se stessi è un diritto che tutti dovrebbero avere.

A rievocare l’anima della poetessa dei sospiri è stata anche la biografia raccontata da Isabella Papiro, la danza di Emanuela Curcio che si è calata nella vicenda della sventurata aggirandosi tra il pubblico come un’anima in pena. Sulle note originali composte dal musicista Peppe Arezzo la Curcio ha ammaliato con le sue movenze e la sua arte che hanno fatto ritornare Mariannina al centro storico della sua città.

Poco prima della conclusione e dei saluti finali la grande partecipazione del pubblico ha preso voce sollevando una questione spinosa ma molto sentita: la dimora di Mariannina Coffa in piazza San Giovanni dovrebbe essere considerata un bene artistico-letterario di grande importanza, una vetrina per i ragusani e per i diversi turisti che si aggirano nel centro storico della nostra città, un luogo da poter conoscere e visitare, tale palazzo invece passa del tutto inosservato giorno dopo giorno. Un triste «affittasi» e una targa commemorativa ricordano che lì visse Mariannina Coffa e nient’altro. L´evento promosso da Cantiere Culturale Centrale vuole anche lanciare l´idea che Mariannina Coffa venga ricordata non in maniera saltuaria grazie ad eventi organizzati spontaneamente, ma che nasca un polo letterario permanente o una casa-museo magari nella stessa dimora ragusana di Mariannina, che faccia conoscere la poesia ottocentesca siciliana e l’enigmatico personaggio della Coffa.