Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1306
RAGUSA - 28/03/2014
Attualità - L’impresa Costanzo deve avere ancora un milione e mezzo di euro

Discarica Cava dei Modicani, si chiude?

La Cgil ha chiesto al prefetto Annunziato Vardè la convocazione di un tavolo tecnico con tutti gli attori interessati Foto Corrierediragusa.it

E´ una patata bollente ed in molti, cittadini compresi, rischiano di bruciarsi. La discarica di Cava dei Modicani (nella foto: l´ingresso) è a rischio chiusura e gli undici addetti perderanno il posto di lavoro. L´impianto non chiude perchè si va verso l´esaurimento, pericolo che comunque esiste, ma perché la ditta che finora l´ha gestita ha chiesto di risolvere il contratto. L´impresa Costanzo deve infatti riscuotere un milione e mezzo di euro per la gestione dell´impianto ed è in grave difficoltà per il ritardo accumulato nel pagamento.

La Funzione pubblica della Cgil ha chiesto la mediazione del prefetto Annunziato Vardè e la convocazione urgente di una conferenza di servizio, con la presenza delle parti in causa: la ditta Costanzo, i commissari della Srr di Ragusa, il collegio dei liquidatori dell´Ato Ambiente Ragusa, il commissario della Provincia regionale di Ragusa, i sindaci di Ragusa, Chiaramonte Gulfi, Monterosso Almo e Giarratana che utilizzano l´impianto. Dice la Cgil: "La ditta Costanzo costruzioni, che attualmente gestisce la discarica sub-comprensoriale Cava dei Modicani, ha comunicato a tutti i soggetti interessati, la volontà di risolvere anticipatamente il contratto di servizio la cui scadenza naturale è fissata per il 21 ottobre di quest´anno. La ditta ha comunicato che non può garantire lo svolgimento delle attività necessarie per la regolare gestione della discarica non escludendo la chiusura totale dell´impianto".

Ed è il segretario provinciale della Fp Cgil, Giovanni Lattuca a spiegare che "motivi che hanno indotto l´amministratore unico dell´impresa a prendere questa difficile e sofferta decisione è stata la enorme esposizione finanziaria nei confronti di Ato e Srr, circa un milione e mezzo di euro, e la mancata emissione dei certificati di pagamento mensile che comprova lo svolgimento del servizio così come previsto dal vigente contratto di gestione. E´ necessario salvaguardare gli attuali livelli occupazionali, 11 addetti, e non fare chiudere l´unico impianto della provincia, oltre ad evitare il fallimento della ditta Costanzo che fino ad oggi, nonostante le enormi difficoltà, ha sempre garantito gli stipendi ai propri dipendenti".