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RAGUSA - 25/03/2014
Attualità - Dibattito Liberi Consorzi 2 - L’ex sindaco di Modica esordisce sul tema da giornalista

Il futuro dei Liberi Consorzi secondo Piero Torchi

Per il primo presidente del Consorzio del Sud Est il dibattito è stato impostato in maniera errata Foto Corrierediragusa.it

Il Direttore di "Corriere di Ragusa .it" mi ha chiesto una breve riflessione sul futuro assetto amministrativo della provincia e soprattutto su ciò che saranno, semmai decolleranno, i consorzi, memore di tante valutazioni fatte in passato, sia durante la mia esperienza amministrativa, sia successivamente agli albori del dibattito. La prima impressione è che il dibattito sia stato impostato in maniera errata, trasformandosi in una sorta di selezione dei più beceri esempi di vetero campanilismo, nella migliore delle ipotesi, ed in una camera di composizione per antichi rancori territoriali, oramai divenuti anacronistici e superati, nella peggiore. A quanti giovani modicani interessa o sconvolge ciò che accadde oramai 90 anni fa, allorquando il governo fascista decise di preferire a Modica Ragusa quale sede della provincia? Praticamente a nessuno.
A quanti giovani modicani interesserà cosa ne sarà del loro territorio, delle loro prospettive occupazionali, del progetto di sviluppo all´interno del quale dovranno realizzarsi? A moltissimi, senza ombra di dubbio.

Da qui dovrebbe ripartire la politica, il lavoro dei partiti, il confronto con e tra le Istituzioni. Partecipare o meno ad un tavolo istituzionale, convocarne di alternativi, fa solo parte del gioco della politica e pochissimo degli interessi reali della città. Stavolta non vincerà chi mostrerà i muscoli, ma chi, con pazienza, autorevolezza e forte di un progetto condiviso, saprà spiegare alle comunità coinvolte, agli altri comuni attorno a quale progetto di sviluppo aggregarsi, e perché preferirlo agli altri, nonostante la possibilità di creare una sorta di trauma storico. Questo è un percorso che ha bisogno di tantissima pazienza, di grande umiltà e determinazione, e pochissimo, da parte di ciascuno, di arroganza e decisionismo. Stavolta non si tratta di dire " ho vinto io e comando io", ma di disegnare il futuro di un intero territorio; con tutte le grandi responsabilità che ne competono, e senza farsi traviare nel giudizio da elettorali o legate allo spicciolo consenso.

C´ è bisogno di volare alto, confrontarsi con tutti, concertare con i cittadini, l´associazionismo, il mondo produttivo e sedersi anche al tavolo del Sindaco di Ragusa. Li la differenza, rispetto alla decisione degli altri Sindaci, la farà "l´idea forza" per la quale si propone una soluzione rispetto ad un´altra, e non il passato o la speranza in una rivalsa futura che non arriverà mai.
Se qualcuno saprà spiegare con calma e serenità i motivi reali e veri per i quali il futuro di Modica è nel Val di Noto, allora avremo speranza di esser ascoltati; se invece si preferirà continuare a dialogare a colpi di sgarbi e tavoli alternativi ci si imbarcherà in una polemica senza fine che preluderà all´ulteriore sconfitta per la Cittá.

Per questo motivo il Sindaco di Modica abbia la bontà di spiegare ai cittadini, ai suoi colleghi, ed a quanti come me hanno da sempre accarezzato l´idea di uno spostamento dell´asse d´ interesse modicano, qual´è il progetto che sta alla base della proposta e perché gli altri comuni dovrebbero seguirci. Se lo farà e ci convincerà, parlo di noi semplici cittadini, ci avrà al fianco alleati nella battaglia, senza se e senza ma e, soprattutto, senza divisioni politiche, ammesso che alla politica, prima ancora che alle divisioni, ci creda ancora qualcuno.

Altrimenti, cerchiamo di essere protagonisti anche nel nuovo Consorzio Ibleo, di non subirne le scelte e di non essere costretti ad entrare in ultimo dalla porta di servizio, dopo aver rifiutato di esser i primi tra gli invitati. Qui non si tratta di essere pessimisti o di rinunciare a combattere in ciò in cui, per una vita si è creduto, ma solo di essere realisti e consapevoli del percorso e delle sue difficoltà. Quelle stesse difficoltà che non debbono spaventare la Cittá, ma che la devono anzi spronare a fare di più e meglio per ottenere lo storico obbiettivo.


Ridicoli
25/03/2014 | 20.04.38
Marco

Ecco l´effetto di questa assurda, inutile e ridicola riforma delle provincie: rispolverare vecchi campanilismi e protagonismi improduttivi.


25/03/2014 | 11.44.28
Emanuele Cavallo

Dispiace che stia passando un messaggio diverso da quello che effettivamente si vuole veicolare. In un processo di riforma, condivisa o non condivisa, ed in particolare modo quando parliamo di riforme come questa, bisogna avere il coraggio di prendere posizioni, anche rischiose, ma che siano nette, chiare! La mercanzia è una prassi politica che spesso rappresenta un’arma a doppio taglio.
Non credo che sarebbe intellettualmente onesto trattare per guadagnare posizioni da una parte e nel contempo lavorare ad un progetto autonomo, coinvolgendo altri con la consapevolezza di accomodarsi convenientemente in una delle due poltrone senza scrupoli!
Potrebbe essere interpretato come un gioco al rialzo! Se tu non…………..io vado per la mia strada! E’ molto semplicistico come ragionamento ma è così che andrebbe a finire!
Non credo che la posizione di Modica, anche se dovesse entrare dalla porta di servizio, cambierebbe, almeno ché non si rinunci già da subito al cammino intrapreso ed infondo condiviso anche dal mio concittadino Piero, perché in fondo è questo che lui auspica perché so per certo che ama la nostra Modica!
Altra cosa è la metodologia! bisogna avere pazienza! sanno tutti, anche i muri, che i sindaci hanno l’onere di avviare un primo approccio e che poi tocca alla politica, alla società civile, all’associazionismo, bisognerà costruire le richieste maggioranze consiliari e per finire convincere i cittadini a scegliere con il referendum.
Piero, sono sicuro che non mancherà occasione di vederti alle adunanze!