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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 383
RAGUSA - 11/03/2014
Attualità - Previste ulteriori iniziative

Comitato No Muos: appello ai sindaci

Mobilitazione della componente del Comitato No Muos Sicilia Sabrina D’Amanti Foto Corrierediragusa.it

Il Comitato No Muos non si arrende e prepara ulteriori iniziative. Giovedì 20 si terrà infatti un tavolo tecnico a Mirabella Imbaccari al quale sono stati invitati anche i sindaci della provincia iblea. La componente del Comitato No Muos Sicilia, Sabrina D´Amanti, ha rivolto un appello ai primi cittadini perchè siano presenti ed aiutino la causa del movimento. "Abbiamo bisogno del vostro intervento, serve che in coro unanime, assieme a tutti gli altri della Regione Sicilia, diciate al Governo di Roma e di Palermo che il MUOS va tolto da Niscemi. Per questa ragione siete invitati, assieme agli altri colleghi dell’isola, a partecipare al Terzo Tavolo Tecnico che si terrà a Mirabella, durante il quale, obiettivo primario sarà organizzare un Vostro Consiglio congiunto e allargato da tenersi all’ARS. Non abbiamo molto tempo, i programmi statunitensi hanno stabilito che tra un anno (marzo 2015) il MUOS dovrà essere attivo. Ciò significa che, quasi l’intera isola, sarà esposta a radiazioni elettromagnetiche troppo forti per essere tollerate dall’organismo umano (23 milioni di watt di potenza). Il MUOS è un problema immenso che grava sulle teste di tutti, la lotta fatta dalla base da noi attivisti non può bastare a risolverlo.

Una vostra presenza congiunta all’ARS farebbe il giusto rumore e imporrebbe ai Governi Regionali e Nazionali di darvi ascolto, ma sicuramente questa non è l’unica strada. Discutendone insieme a Mirabella si potranno programmare altre efficaci iniziative. Per esempio, delle valide proposte, le volte scorse, sono arrivate dal sindaco di Vittoria , tra i pochi ad avere approfondito la questione, ad essere presente a tante manifestazioni e a pronunciarsi apertamente contro il MUOS già da parecchio tempo. Abbiamo dalla nostra parte tantissimi elementi su cui far leva: la collocazione delle altre tre stazioni MUOS in luoghi disabitati (quella delle Hawaii, per citarne una, si trova su un’isoletta circondata dal Pacifico); il «Principio di precauzione» che nel dubbio impone di rimuovere fonti di pericolo per la salute; lo scempio prodotto alla Sughereta, area SIC cioè protetta; il progetto dell’ospedale oncologico programmato dagli americani nei pressi di Niscemi, in vista degli effetti che produrrà il MUOS. Serve solo che vi uniate a noi".