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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 402
RAGUSA - 17/05/2008
Attualità - Ragusa - Il neo direttore Gianni Vaccarino illustra i nuovi progetti

Confindustria Ragusa punta
sul turismo tramite la mobilità

"E’ necessario puntare sulla tipicità a 360 gradi" Foto Corrierediragusa.it

«Più fatti concreti e meno tavoli di concertazione per il rilancio del turismo in provincia di Ragusa. Ciascuno svolga il suo lavoro con criterio e professionalità, assumendosene le responsabilità, a cominciare dalla classe politica».

Da queste poche parole, il neo direttore di Confindustria Ragusa Gianni Vaccarino, insediatosi da circa un mese, mostra di avere le idee chiare sul futuro economico della provincia iblea. Il direttore del rinnovato organismo ha convocato un incontro per illustrare le nuove linee guida «tese in primis ? ha proseguito Vaccarino ? ad invertire il prima possibile l’attuale trend che sta condannando lentamente le imprese ad una prematura fine».

Uno scenario non proprio roseo che, comunque, si è ancora in tempo a mutare. Per riuscire in questo intento, secondo Vaccarino «E’ sufficiente una sinergia duratura, una concertazione programmata in cui ciascuno svolga il compito che si è dato». Tornando all’ambito turistico, è necessario puntare sulla tipicità a 360 gradi. La Sicilia non ha finora sfruttato appieno le proprie potenzialità: «Un vero peccato ? continua Vaccarino ? se si pensa che l’Isola spende una somma dieci volte superiore rispetto al Veneto, vale a dire la prima regione italiana in termini di presenze turistiche. Soldi buttati, perché non giustificati da un’affluenza turistica davvero elevata».

Le motivazioni primarie sono riconducibili alla solita carenza di infrastrutture, da quelle viarie a quelle ricettive. Per Vaccarino «Occorre a questo proposito attrarre gli imprenditori esteri, indurli ad investire in Sicilia e nella provincia iblea. Ma bisogna prospettare loro uno scenario diverso: strade degne di tal nome e alberghi prestigiosi in grado di ospitare un numero elevato di visitatori». In sintesi, per trasformare la provincia iblea in una rinomata destinazione turistica, bisogna ripartire da zero. Con la progettazione innanzitutto.

Confindustria c’è, e sta tessendo rapporti proficui con tutte le parti interessate. «Anche la classe politica ? ha concluso Vaccarino ? può contribuire a confezionare un prodotto appetibile da presentare al mondo intero, sapendolo vendere come si deve. Per fare ciò non si può rinunciare a due fondamentali ingredienti quali l’ospitalità e, soprattutto, la mobilità. Sotto questo aspetto stiamo pensando alla progettazione di una metropolitana di superficie che agevoli il turismo residenziale, collegando ad esempio Marina di Ragusa a Ibla, per sfruttare appieno il patrimonio artistico ? culturale».

«Il rispetto dell’ambiente è fondamentale». E’ categorico il vice direttore Maurizio Termini quando si concentra sulle imprese estere che intendono convogliare i rispettivi investimenti nella provincia iblea. «Al momento ? dice Termini ? assistiamo ad un sistema economico semi chiuso che ha di fatto bloccato il trend di crescita.

Bisogna allora invertire subito questo scenario. Il gap si può colmare puntando sulla internazionalizzazione delle imprese, aprendo all’estero questo sistema economico». Termini ha elencato gli esempi della Colacem o della Panther. Le due imprese, la prima italiana e la seconda americana, puntano rispettivamente sulle cave di pietra e sulle perforazioni per la ricerca di gas. In entrambi i casi, i rispettivi investimenti sono stati bloccati da tortuosità burocratiche riconducibili a motivazioni fondate, generate tuttavia da una gestione fin troppo leggera della problematica.

Ad esempio, la Panther si è vista bloccare le perforazioni dal Tar di Catania, che ritiene fondate le preoccupazioni del sindaco di Vittoria su un possibile impoverimento delle falde acquifere, e quindi della sorgente che rifornisce d’acqua l’intera città. In questo caso appare fin troppo evidente che le concessioni sono state rilasciate dalla Regione senza un’adeguata ponderazione della problematica. «Simili errori ? ha concluso Termini ? vanno evitati a priori, perché altrimenti le imprese destineranno altrove le proprie risorse».

(Nella foto in alto da dx il direttore di Confindustria Gianni Vaccarino e il suo vice Maurizio Termini)