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RAGUSA - 14/02/2014
Attualità - Dopo l’ordinanza del Cga e la decisione del presidente Tamburini

Tribunale a Ragusa. Giovanni Iacono: "Bene Tamburini"

Ignazio Galfo, presidente dell’Ordine forense di Modica, rilancia e preannuncia altre azioni giudiziarie Foto Corrierediragusa.it

La decisione del presidente del Tribunale, Giuseppe Tamburini, di andare avanti con l´attuale organizzazione degli uffici giudiziari nonostante sia intervenuta l´ordinanza del Cga, cui l´Ordine forense di Modica si era rivolto, suscita commenti di diverso tenore. Da un lato il presidente del Consiglio comunale, Giovanni Iacono, che plaude alla chiarezza con cui il presidente Tamburini ha affrontato la questione.

Dice Iacono: "Nel provvedimento del Cga non è stato oggetto di sospensiva il limite temporale di utilizzo dei due anni, che resta fermo a settembre 2015. Il provvedimento CGA non ha mai inteso ritardare l’attuazione della legge di riordino degli Uffici Giudiziari ma, semplicemente, ci si è pronunciati nel riassegnare al Presidente del Tribunale facoltà di scelta rispetto ai vincoli logistici (non di attuazione né di data) imposti dal Ministero. Dal canto suo il Comune di Ragusa sta svolgendo pienamente la propria parte e i locali del Palazzo ex Ina saranno già disponibili e funzionali il 5 marzo, quindi tutto procede secondo le disposizioni normative e con il fine di rendere più efficace, economica e funzionale l´organizzazione della giustizia in provincia». Il presidente dell´Ordine forense, Ignazio Galfo è invece "stupito e perplesso" per quanto deciso da Tamburini ed annuncia ulteriori azioni giudiziaria da parte dell´Ordine.

Dice Ignazio Galfo: "La decisione del Presidente Tamburini infatti, non tiene nella dovuta e corretta considerazione quanto deciso dal massimo Organo della Giustizia Amministrativa in Sicilia perchè ripropone le parti sospese del provvedimento ministeriale e perchè non tiene conto del pregiudizio lamentato, che è stato riconosciuto dal C.G.A., poiché era la condizione necessaria per l’emissione del provvedimento cautelare. Oltretutto sorprende che tale provvedimento sia stato adottato senza la necessaria compulsazione degli Ordini degli Avvocati coinvolti e degli altri Organi preposti alla vigilanza sull´organizzazione dell´attività giudiziaria. Dispiace, inoltre, che in tal modo, si sia perduta un´occasione straordinaria per rendere più efficiente e soprattutto più economica e meglio organizzata l´attività giurisdizionale del Tribunale di Ragusa".

La decisione del presidente Tamburini
Il presidente del tribunale "gela" le aspettative dell´Ordine forense di Modica. Ragusa resta nel pieno delle sue funzioni di tribunale e non ci saranno spostamenti di sorta su Modica. Giuseppe Tamburini ha atteso qualche giorno dopo l´ordinanza del Consiglio di Giustizia amministrativo, che ha disposto la possibilità di utilizzare il Palazzo di Giustizia di Modica per la trattazione di cause civili e penali accogliendo così il ricorso presentato dal Consiglio dell´Ordine forense di Modica.
Il presidente del Tribunale ha comunicato la sua decisione scrivendo una lettera al Capo dipartimento dell’organizzazione del Ministero, al Presidente della Corte d’Appello, al Procuratore generale di Catania, ai presidenti degli ordini degli Avvocati di Ragusa e Modica in cui si legge: "Il trasferimento di uno o più settori della giurisdizione civile e/o penale dal Palazzo di Giustizia di Ragusa a quello soppresso di Modica comporterebbe notevoli disservizi (con inevitabile allungamento dei tempi della giustizia per la necessità di comunicare a tutte le parti dei procedimenti penali e/o civili il nuovo luogo e tempo delle udienze) oltre a non trascurabili impegni di spesa per il necessario trasferimento di fascicoli e archivi con la certezza di dovere provvedere a identiche operazioni da ripetere all’incontrario alla scadenza del limite temporale non remoto previsto dal decreto ministeriale (due anni a decorrere dal 13 settembre 2013)». «L’eventuale iscrizione a ruolo nella sede di Modica dei nuovi affari civili e/o penali ivi trasferiti creerebbe ulteriori disservizi, oltre a spese non indifferenti, dal momento che si dovrebbero ricreare a Modica degli accorgimenti informatici».

Il presidente del Tribunale ha pertanto disposto,o meglio confermato, che a Modica «siano trattati i seguenti procedimenti ivi pendenti alla data del 13 settembre 2013: cause civile, cause di lavoro e previdenza, cause della sezione specializzata agraria, procedimenti cautelari ante causam, possessori e reclami, procedure concorsuali, esecuzioni immobiliari, volontaria giurisdizione monocratica e giudice tutelare». A Ragusa invece avrà luogo «lo svolgimento in via esclusiva del servizio giudiziario relativo agli altri settori della giurisdizione, nonché l’iscrizione e la trattazione degli affari sopravvenuti successivamente al 13 settembre 2013».