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RAGUSA - 12/02/2014
Attualità - L’iniziativa voluta dalla Diocesi, dal Comune e dall’Asp 7

In Cattedrale la 22ma giornata mondiale del malato

La rete delle associazioni ad occuparsi dell’accoglienza degli ammalati e ad animare uno speciale momento di fraternità prima della celebrazione eucaristica Foto Corrierediragusa.it

Una Cattedrale gremita di fedeli, di una folta rappresentanza di ammalati e anziani, ha fatto da cornice, ha fatto da cornice alla solenne celebrazione della 22ma Giornata mondiale del malato. L´iniziativa è stata voluta dall´ Ufficio diocesano per la Pastorale della salute, il Comune e l’Asp. E’ stata la rete delle associazioni ad occuparsi dell’accoglienza degli ammalati e ad animare uno speciale momento di fraternità prima della celebrazione eucaristica presieduta del vescovo, mons. Paolo Urso (nella foto), che ha tenuto a sottolineare la valenza di un appuntamento che, anno dopo anno, assume, anche nell’area iblea, un significato sempre più pieno e particolare. «Anche perché – ha detto il vescovo – è tra i malati, tra chi sta peggio, che dobbiamo sforzarci di scorgere la presenza di Cristo, garantendo il nostro sostegno e la nostra solidarietà».

«L’Ufficio per la Pastorale della salute – ha poi ricordato il direttore don Giorgio Occhipinti nel suo messaggio rivolto ai fedeli – si dedica in particolare alle persone ammalate e in condizioni di fragilità, con uno stile tipicamente evangelico. Infatti, la nostra opera non è assistenzialismo o filantropia, ma relazione d’aiuto che si traduce nel ministero della consolazione. La cerimonia è stata animata, tra gli altri, dal direttore sanitario dell’Asp Vito Amato e dal cardiologo Nino Nicosia, primario della relativa Unità operativa all’ospedale Maria Paternò Arezzo, che hanno parlato dell’appuntamento «Cardiologie aperte» a cui anche l’Ufficio diocesano ha fornito il proprio sostegno.

Da registrare anche la presenza, oltre a tutte le associazioni che nel corso di questi mesi si sono date da fare per formare una rete che possa fungere da supporto alle fasce più deboli, dei clown-dottori dell’associazione «Ci ridiamo su» che hanno voluto parlare delle positive ricadute della gelotologia.