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RAGUSA - 05/02/2014
Attualità - Polemiche a iosa sul futuro dell’ex cinema "Marino"

E´ discordia sul teatro della "Concordia"

La città è divisa e la questione è sostanzialmente politico-amministrativa Foto Corrierediragusa.it

Di "Concordia" resta solo il nome del teatro perchè per il resto è scontro totale. Tra chi, come buona parte dell´opinione pubblica ed i partiti d´opposizione, chiede che si vada avanti con il progetto di recupero dell´ex cinema Marino (foto) e chi, come l´attuale amministrazione ritiene che i costi per realizzare alla fine poco più di 400 posti a sedere siano troppi. La città è divisa e la questione è sostanzialmente politico-amministrativa e parte da un punto fermo: la città aspira ad un teatro nel centro storico come succede in altri centri della provincia come Vittoria, Modica, Scicli e Comiso, perchè proprio il capoluogo non deve? E soprattutto perchè non si può visto che per il recupero di immobili di pregio nel centro storico, anche superiore, si può accedere ai fondi della legge su Ibla?

Domande cui l´amministrazione ha già risposto ritenendo che si possa investire meno e meglio in altre strutture oggi disponibili anche se è vero un teatro degno di questo nome tra quelli indicati, a cominciare da quello dei Salesiani non c´è. Ed allora avanti con il Concordia come hanno detto gli esponenti del Pd che hanno tenuto una conferenza stampa proprio sull´argomento e come sarà detto con forza nell´incontro aperto alla città che si tiene giovedì dalle 17 per iniziativa dell´Associazione San Giovanni e la rete civica Pro Teatro della Concordia. La conferenza stampa promossa dal 1°circolo del Pd ha portato poi alla luce un elemento inquietante come quello denunciato dall´allora assessore della giunta Dipasquale, Salvatore Giaquinta.

"Oggi non c´è il progetto esecutivo - ha denunciato Giaquinta - perchè non è stata dato seguito dai funzionari responsabili ad una direttiva dell´assessorato ai Centri storici che chiedeva di trasmettere ai progettisti il sì della commissione alla redazione del progetto esecutivo. Era il maggio del 2011 e se tutto fosse andato come doveva oggi avremmo già il progetto" ha chiosato Salvatore Giaquinta. E probabilmente, se l´amministrazione che si insediò dopo le elezioni ci avesse creduto anche i lavori sarebbero stati appaltati. Ed invece oggi il teatro Concordia è un rudere nel cuore della città storica, inutilizzabile e senza un futuro certo.