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RAGUSA - 27/01/2014
Attualità - Succede nella zona industriale di contrada Mugno con la telesorveglianza

Abbonamento pagato, impianto disattivato

L’impianto è stato collaudato dal punto di vista tecnico solo nel giugno di due anni fa ed ancora non funziona Foto Corrierediragusa.it

Abbonamento attivo ma impianto disattivo. Succede alla zona industriale di contrada Mugno dove per l´impianto di telesorveglianza sono stati spesi quasi 10mila euro l´anno dal 2009 ad oggi senza fruire di alcun servizio. I soldi, 37mila 510 euro, sono stati infatti versati dalla Provincia alla Fastweb con cui è stato sottoscritto l´abbonamento per il funzionamento dell´impianto di videosorveglianza. Tranne un piccolo ma decisivo particolare; l´impianto è stato collaudato dal punto di vista tecnico solo nel giugno di due anni fa ed ancora non funziona. Una situazione paradossale che ha fatto indignare quanti operano nella zona industriale; non solo per i danni subiti in questi anni a causa della mancanza del sistema di videosorveglianza, che negli ultimi quattro anni sono stati stimati in un milione 200 mila euro ma anche per la beffa di una bolletta pagata a vuoto. Gianni Corallo, presidente del Parco commerciale Isole Iblee, racconta la vicenda tra l´amareggiato e lo stupefatto: "Tutto è nato quando ci siamo imbattuti in un bonifico della Provincia regionale a favore della Fastweb con questa motivazione: "Liquidazione e pagamento per il controllo delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona Asi di Ragusa».

Il nostro stupore si centuplica dopo avere letto, nell’atto di liquidazione emesso dalla Provincia, che tale contratto è stato stipulato addirittura nel novembre 2009. Questo vuol dire che da un lato ci sono le aziende dell’area letteralmente massacrate dalla criminalità, mentre dall’altro la Provincia regionale, e dal 2009, ha scrupolosamente corrisposto a Fastweb i servizi di connessione per monitorare e registrare le immagini di un impianto che non ha mai funzionato e che non è ancora in esercizio». Il 17 dicembre scorso, «Isole Iblee» chiede al commissario straordinario Ap, Giovanni Scarso, quale legale rappresentante dell’ente, di revocare immediatamente il bonifico appena emesso considerato che i servizi non sono mai stati erogati e che l’impianto non è mai entrato in funzione. «Nella stessa notifica – aggiunge Corallo – chiedevamo al commissario, in base alla legge 241/90, di accedere agli atti chiedendo anche una copia del contratto sottoscritto nel 2009 con la Fastweb. Solo dopo un mese l’ente ci fa recapitare i documenti richiesti in cui si chiarisce che l’attivazione era necessaria per collaudare l’impianto".

Buona e sana amministrazione avrebbe voluto che la Provincia, giustamente sollecita a pagare le fatture per il servizio telematico, avrebbe dovuto essere altrettanto pronta ad attivare l´impianto di video sorveglianza anche alla luce dell´emergenza criminalità più volte segnalata dagli operatori. Tutto è rimasto invece nel silenzio o, sarebbe meglio dire, al buio per la gioia di ladri e scassinatori di turno.