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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 589
RAGUSA - 21/01/2014
Attualità - La reiterata richiesta della società "Irminio Srl"

Ancora perforazioni petrolifere in provincia

Sembrano davvero lontani i tempi i cui, tra il 2006 e il 2008, i sindaci dei comuni iblei (fatta eccezione per Ragusa) fecero quadrato per difendere il territorio e le sue bellezze architettoniche e paesaggistiche Foto Corrierediragusa.it

Torna l’incubo perforazioni nella provincia iblea: a rischio sono le sorgenti e i pozzi nella Valle dell’Irminio, come si evince dalle osservazioni del settore geologia della Provincia regionale di Ragusa alla richiesta di trivellazioni di petrolio da parte della società «Irminio Srl» a poche centinaia di metri dal fiume. Fa una certa impressione, vista dall’alto, la piattaforma petrolifera in terraferma della già citata «Irminio Srl» (foto), società di investitori stranieri che sfrutta in provincia di Ragusa i giacimenti ex Agip, proprio a ridosso del fiume Irminio. Col miglior vantaggio fiscale offerto di recente dal governo Crocetta ai petrolieri, in ordine al versamento delle royalties con aliquota ridotta al 13%, la «Irminio Srl» si appresta ad espandere il proprio raggio d’azione e di produzione. Per il settore geologia ci possono essere impatti relativi alla sfera idrogeologica ed idrologica potenzialmente assai gravi. «In particolare c’è il rischio di perdere la sorgente Mussillo, la più importante della provincia, con una portata di circa 500 l/sec che alimenta l’irrigazione di 3000 ettari di terreni irrigui nel territorio di Scicli, oltre ad altre fonti idriche quali le sorgenti Giummarra e Fontana Nuova, i pozzi Eredità, Castellana e quelli del Consorzio di Bonifica – scrive Legambiente in una nota – di cui due servono per alimentare l’acquedotto di Marina di Ragusa. Ma il settore geologia della Provincia di Ragusa critica tutto lo studio di impatto ambientale presentato dalla società «Irminio Srl».

Dalla carenza di dati, alla ristrettezza dell’area indagata, ai modelli matematici proposti che non si adattano alla situazione carsica tipica della valle dell’Irminio, dall’utilizzo di traccianti inadatti per valutare eventuali inquinamenti, alla tecnica di perforazione. Purtroppo, stranamente, la relazione del Settore Geologia della Provincia di Ragusa è giunta in Regione in ritardo e quindi non è stata valutata. Ma anche la regione – continua Legambiente – pur sapendo dell’arrivo della relazione della Provincia ha chiuso l’istruttoria con eccessiva fretta con la conseguenza di concludere positivamente la valutazione di impatto ambientale pur trovandosi davanti ad un caso molto ma molto delicato. Infatti dall’indagine eseguita dal prof. Coltro per conto dell’Acquater (perizia Casmez 30/3007) si rileva che nell’area di fondovalle del fiume Irminio c’è un acquifero superficiale estremamente vulnerabile da fattori inquinanti, all’interno del quale rientrano tutte le sorgenti e buona parte dei pozzi».

Davanti a tanta evidenza la società «Irminio Srl» nega che ci sia mai stato nel bacino minerario di Ragusa alcun incidente in pozzi perforati e che nel bacino petrolifero di Ragusa sono assolutamente da escludere fenomeni di perdita di circolazione di fanghi. L’impatto si potrebbe però verificare sulla sorgente Mussillo. Intanto sembra arrivata a buon punto, quasi vicina all’approvazione, l’istanza di perforazione denominata «Scicli», avanzata dalla società «Irminio Srl» già nel 2009, e che ricadrebbe interamente sul territorio del Comune di Scicli.

Il perimetro dell’area chiesta in permesso per esplorazione e successivamente per coltivazione idrocarburi, così come recita l’istanza presentata dalla società di investitori americani all’ente minerario siciliano, descrive un poligono irregolare che tocca contrada Dammusi, intercetta a 30 metri la linea di costa di Donnalucata, fa base in località Pisciotto, con precisione il punto noto ricadrebbe su un faro ubicato presso i ruderi della Fornace Penna, passa da contrada Case Nuove e arriva fino all’abitato di Scicli. Un poligono a geometria variabile, tracciato dai geologi della «Irminio Srl» sul territorio di Scicli, per installare piattaforme petrolifere e favorire utili milionari felicemente detassati da Rosario Crocetta al 13%.

Ma che sembianze potrebbe assumere il nuovo proscenio del territorio del Comune di Scicli per le nuove riprese della fiction del Commissario Montalbano, tra alberi di carrubo, muri a secco secolari e nuovi pozzi di petrolio e gas? Ma buona parte del territorio ibleo non era patrimonio dell’Umanità, tutelato dall’Unesco? I beni architettonici e paesaggistici non erano da preservare e proteggere da speculazioni di ogni tipo? Purtroppo coloro i quali avrebbero dovuto rendere sempre meno appetibili gli sfruttamenti del petrolio in Sicilia, hanno votato la defiscalizzazione delle royalties nella presentazione della manovra finanziaria all’Ars. Si tratta, per la provincia di Ragusa, degli on Pippo Digiacomo del Partito Democratico, Orazio Ragusa dell’Udc, Nello Dipasquale del Megafono di Crocetta.

Sono gli stessi soggetti politici che, assieme all’onorevole Assenza di Forza Italia e l’onorevole Ferreri dei Cinque Stelle, dovrebbero tutelare il territorio Ibleo e in particolare quello sciclitano dagli oltraggi al paesaggio. Sembrano davvero lontani i tempi i cui, tra il 2006 e il 2008, i sindaci dei comuni iblei (fatta eccezione per Ragusa) fecero quadrato per difendere il territorio e le sue bellezze architettoniche e paesaggistiche. Quella volontà comune che pose tra l’altro le basi per la nascita del distretto del Sud est.


Bravi!!!!!!!
21/01/2014 | 17.01.51
Vittorio

Non accentuate anche voi la crisi già in atto con i lavoratori!!!!!!!!!