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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 556
RAGUSA - 12/01/2014
Attualità - Gare pubbliche in Sicilia ferme al palo

Appalti regionali per 6 milioni bloccati

Caggia e Guglielmino, presidente e direttore Ance: «Compiti e funzioni delle UREGA sono da rivedere! Non se ne può più»
Foto CorrierediRagusa.it

Sempre in tema di burocrazia, un altro caso che fa il paio con la lettera che Giovanni Denaro ha scritto all’assessore Caltabellotta per la questione dei libretti per ottenere il gasolio agricolo in pieno inverno. Viene sollevato dall’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili.

In tempo di crisi economica, mentre le imprese muoiono, le Commissioni di gara se la pigliano comoda. Sei milioni di euro sono pronti per le imprese, ma la burocrazia li blocca. «E’ inaccettabile la lentezza con la quale operano le Commissioni di Gara!- dice il presidente Sebastiano Caggia- In provincia di Ragusa sono ferme al palo, da mesi, appalti per oltre 6 milioni di euro a causa, principalmente, della normativa regionale sugli UREGA, Uffici Regionali per le Gare d’Appalto, che invece di semplificare e velocizzare le procedure di aggiudicazione crea un collo di bottiglia ed una barriera insuperabile».

L’Ance- scrive anche il direttore Giuseppe Guglielmino (foto)- pretende che Le UREGA debbano poter essere messe nelle condizioni di ben operare e dare risposte immediate specialmente in questi duri periodi di crisi e stallo del nostro Settore. La situazione di «fermo» è causata dalla vigente normativa che affida alle Commissioni di Gara, composte da professionisti esterni agli UREGA, non solo la valutazione delle offerte tecniche ma anche la verifica amministrativa di ammissibilità delle Imprese partecipanti!»

Nello specifico, e a titolo di esempio, per la gara dei lavori del Convento di Santa Maria del Gesù, (importo oltre i 5 milioni con qualche decina di imprese partecipanti!) ad oggi la Commissione di Gara non ha ancora finito l’esame delle domande di partecipazione avanzate dalle imprese. Impossibile, quindi, immaginare quando saranno valutate le offerte e quando la stessa gara sarà aggiudicata.

«La questione- conclude Caggia- non si verifica solo a Ragusa ma è generalizzata su tutta l’Isola: giacciono nelle stanze delle UREGA delle 9 provincie plichi e plichi di gare d’appalto che, di questo passo, non si tramuteranno mai in cantieri, opere e lavoro. Basterebbe una piccolissima modifica che consentisse agli UREGA di procedere con le verifiche amministrative e lasciasse alle Commissioni il compito di valutazione tecnica delle offerte per sbloccare decine di milioni di appalti pubblici. La soluzione è semplice ma, pare, che questa politica regionale sia sorda alle istanze delle Imprese. Non se ne può più!»