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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:52 - Lettori online 755
RAGUSA - 07/12/2013
Attualità - Accordo al tavolo tecnico convocato in prefettura a Palermo. File ai distributori carburante

Aias e Forza Urto revocano protesta blocco strade

La questura ha intanto vietato assembramenti e concentramenti in aree non preventivanente autorizzate Foto Corrierediragusa.it

Si sbriciola il fronte della protesta. Aias e Forza d´urto, rappresentate da Pippo Richichi e Carmelo Lampuri e che raggruppano la maggior parte di autotrasportatori siciliani, hanno deciso di non aderire allo sciopero dei Tir. Il blocco è stato programmato a partire da domenica alle 22 fino alla mezzanotte di venerdì prossimo. L´accordo raggiunto davanti al prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, ed i rappresentanti del governo nazionale e regionale, ha indotto le due sigle maggioritarie del trasporto su gomma a revocare lo sciopero. Tutto da vedere chi scenderà in strada per attuare i blocchi annunciati. Anche Unatras e Anita, insieme ad Aias e Forza d´urto, si sono tirati indietro. Restano dunque in campo Aitras Trasportunito, Assiotrat, Assotrasport, Azione nel trasporto italiano, Movimento autonomo trasportato, Forconi, che hanno confermato la loro presenza sulle strade.

"Soddisfazione per l´atteggiamento di grande responsabilità dimostrato dalle imprese di trasporto" è stata espressa dal sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe Castiglione. "Il mondo agricolo - afferma - viveva una preoccupazione particolare, dato che la scorsa protesta aveva portato danni per 500 milioni di euro. Non possiamo che apprezzare l´atteggiamento costruttivo di Aias e Forza d´Urto, ma è chiaro che da questo momento in poi il nostro impegno sarà massimo per ridare ossigeno a un settore di fondamentale importanza per l´economia del nostro Paese".

Intanto l´effetto blocco ha indotto molti automobilisti a fare il pieno in tempo a causa del timore di restare a secco nel corso della settimana. In questi giorni si sono registrate lunghe code ai distributori di carburante. In provincia, come d´altronde in ogni parte dell´isola, la Questura ha vietato assembramenti e manifestazioni in zone ed aree che non siano state designate. Le forze dell´ordine saranno presenti sulle strade per garantire la viabilità e la fluidità del traffico.

L´ordinanza della Questura di Ragusa
Il blocco di strade ed autostrade è confermato da Forconi e Forza d´urto. I due leader dei movimenti, Mariano Ferro e Giuseppe Richichi hanno ribadito la validità della protesta che avrà inizio dalle 22 di domenica fino a venerdì 13. Non si hanno tuttavia particolari delle modalità e dei luoghi delle interruzioni che, si presume, sulla base dell´esperienza dello scorso anno saranno attuate lungo gli snodi cruciali della viabilità. Il comitato per l´Ordine e la Sicurezza pubblica si è riunito intanto per esaminare la situazione e dare corso alle precise direttive che il Ministero dell´Interno ha diramato. Come primo atto formale il Questore di Ragusa Giuseppe Gammino (foto) ha emanato un primo provvedimento di divieto generico ad effettuare manifestazioni di protesta in luoghi non preventivamente autorizzati.

La decisione è stata assunta in sede di Comitato per l´Ordine e la Sicurezza pubblica proprio per scongiurare eventuali blocchi stradali o rallentamenti del traffico. Il divieto comporta innanzitutto una eventuale denuncia dei manifestanti ed in ultima analisi anche il ricorso alla rimozione degli eventuali blocchi. Bisognerà tuttavia verificare in concreto se la direttiva della Questura sarà recepita dai manifestanti o si arriverà al muro contro muro. Non c´è dubbio tuttavia che i primi giorni della settimana saranno difficili per quanti dovranno mettersi in viaggio anche se al momento non è dato conoscere il numero di quanti aderiscono alla protesta e soprattutto con quali modalità questa sarà attuata. Un conto è infatti il blocco totale del traffico ed un altro è il rallentamento attuato grazie alla marcia lenta di Tir e camion.

Intanto il fronte degli autotrasportatori segna già le prime crepe perchè le sigle Unatras e Anita hanno revocato il fermo. Aitras Trasportunito, Assiotrat, Assotrasport, Azione nel trasporto italiano, Movimento autonomo trasportato, Forconi, hanno criticato questa decisione e confermato la loro presenza sulle strade.


sarebbe una catastrofe
05/12/2013 | 10.45.17
paolo

Sarebbe una catastrofe per l´econimia siciliana e per i siciliani tutti. I due "capipopoli" che nulla hanno da perdere perche già falliti e senza speranze politiche non devono neppure permettersi di proporre un blocco delle attività siciliane: la gente saprebbe rispondere.
L´agricoltura è nel pieno delle produzioni ed i prezzi sono altissimi, la zucchina è a 2 euro al kg, la melanzana a 2.20!! In agricoltura nella provincia di Ragusa lavorano 26.000 addetti, che facciamo li mandiamo a casa?
Invece mandiamo a casa i falliti dei forconi.


Sbagliato
05/12/2013 | 10.17.16
Claudio

La crisi c´è e colpisce tutti. Tuttoi siamo solidali cao tutti ma protestare in questo modo crea danno solamente ad una economia locale già in dissesto a causa della crisi stessa. La guerra tra poveri che vi renderà antipatici. Andate a manifestare a Roma direttamente e allora si che saremo solidali tutti con voi.