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RAGUSA - 24/11/2013
Attualità - Le autobotti hanno ricominciato a girare per la città

Ancora emergenza idrica a Ragusa

Per cercare di immettere più acqua in rete, si calcola un buon 30 per cento, sono stati avviati i lavori alla conduttura Lusia-Petrulli che presenta delle perdite consistenti Foto Corrierediragusa.it

L´incubo emergenza idrica è tornato e le autobotti hanno ricominciato a girare per la città. L´amministrazione rassicura che "saranno ridotti
al minimo i disagi ai cittadini causati dall’inquinamento di origine organica del pozzo I1." L´allarme è scattato quando gli esami effettuati al pozzo di contrada Luisa hanno riscontrato presenze del batterio Cryposporidium che aveva già turbato i giorni di un terzo delle famiglie. L’amministrazione comunale ha cercato di correre subito ai ripari e da ieri sono iniziati i lavori per rimettere in funzione un impianto di diossido di cloro già presente presso la stazione di sollevamento di Lusia che, se funzionante, permetterebbe di risolvere il problema almeno a breve periodo. Contemporaneamente è stata fatta la richiesta per l’acquisto di un nuovo impianto di potabilizzazione simile a quello montato alla stazione di sollevamento del San Leonardo con consegna nelle prossime settimane.

Per cercare di immettere più acqua in rete, si calcola un buon 30 per cento, sono stati avviati i lavori alla conduttura Lusia-Petrulli che presenta delle perdite consistenti. Il sindaco ha dato disposizione che tutte le autobotti del Comune siano utilizzate «Abbiamo già avviato i primi contatti – spiega l’assessore alle Politiche Ambientali Claudio Conti - con i vertici del servizio Igiene Alimentare dell’Asp per affrontare il problema della qualità dell’acqua potabile nella sua globalità, decidendo di inviare già nella giornata di lunedì un campione di acqua del pozzo I1 all’università di Catania per la ricerca del protozoo Cryptosporidium. I risultati saranno resi noti entro una settimana, al massimo 10 giorni. Sempre lunedì avremo un incontro con i vertici del servizio Igiene Alimentare dell’Asp per programmare interventi atti ad evitare il ripetersi di future emergenze idriche».