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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1488
RAGUSA - 24/11/2013
Attualità - La Società che promuove la cultura dell’incenerimento è stata fondata a Ragusa nel 2003

Cremazione: "Meglio cenere che sottoterra"

L’associazione conta già 90 iscritti. Diversi i casi di cremazione e di conservazione in casa delle ceneri a Scicli e a Modica. Gilda Amore: «La chiesa lascia liberi, purché non si neghi il concetto della resurrezione del corpo»
Foto CorrierediRagusa.it

Come e quando morire non è possibile sceglierlo, perché l’eutanasia non è legge, ma se finire in decomposizione sotto terra, all’ombra dei cipressi in una bara, oppure diventare cenere dispersa nell’aria o dentro un’urna, questo sì: ognuno di noi può scegliere. Secondo la propria coscienza e volontà. Basta rilasciare in vita una dichiarazione di volontà di cremazione, con destinazione delle ceneri (cimitero, casa, ambiente), ed è fatta. Lo prevede la legge regionale numero 18 del 17 agosto 2010.

A Ragusa la Socrem compie 10 anni nel 2013. Buon compleanno! La società non è cresciuta molto, ma ha fatto passi da gigante nel tentativo di promuovere la cultura della cremazione. «E’ il nostro compito- afferma Gilda Amore (attivista della società presieduta da Giorgio Iabichino), ex dipendente Inps in pensione, un vulcano in continua attività che non si placa neanche con l’andare degli anni- la legge prevede addirittura dei fondi per incrementare l’esercizio della cremazione. E’ una scelta soggettiva che matura nel tempo. E che dice no all’idea di stare sottoterra dopo la morte. Non c’è solo un problema di spazio, ma anche di igiene sociale».

La Socrem a Ragusa conta già 90 iscritti, di cui 3 a Vittoria, una ventina a Modica, altri a Ragusa e a Giarratana. E ci sono pure diversi casi di cremazione, almeno 4 hanno scelto quand’erano in vita di diventare cenere. E la chiesa, come si pone la chiesa di fronte a questa scelta soggettiva dell’incenerimento in fase di crescita? «La chiesa non si oppone se la persona abbia espresso la volontà di essere cremato- continua Gilda Amore- Già nel 1963 Papa Paolo VI non ebbe nulla in contrario. La Chiesa permette la cremazione, se tale scelta non mette in questione la fede nella risurrezione dei corpi».

La Fondazione Italiana per la Cremazione aggiunge: «La cremazione è una civilissima e antichissima pratica, in uso presso popoli di varie culture. Presso tutte le civiltà e in tutti i tempi ha sempre avuto il fine di onorare il defunto, di rispettarne la dignità e di dare conforto ai parenti. Noi cremazionisti italiani ci siamo posti il compito di diffondere questa pratica anche perché risparmia al corpo il processo degenerativo, biologico, lento, crudele ed inesorabile della decomposizione ed evita ai parenti l’orrenda immagine di essa».

Qualche esempio tangibile è presente in provincia di Ragusa. A Scicli c’è stata una cremazione e le ceneri sono conservate in casa; 2 persone sono state cremate a Modica e il cui detiene le ceneri in casa. «Contiamo di raggiungere le altre amministrazioni comunali della Provincia- conclude Gilda Amore- e, in particolare, quella modicana, al fine di sensibilizzare la cittadinanza, programmando campagne di promozione».