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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:19 - Lettori online 1459
RAGUSA - 12/11/2013
Attualità - L’ex ministro della Salute aveva avviato nel 2012 politiche per contrastare il fenomeno

Gioco d´azzardo, patologia che rovina le famiglie

Convegno promosso dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute e dalla Diocesi di Ragusa Foto Corrierediragusa.it

«Il gioco d’azzardo patologico si è trasformato in pandemia. Da cui è difficile venir fuori. Rovina le persone, specialmente i giovani. Rovina le famiglie. Crea una situazione di fortissimo disagio». Renato Balduzzi, già ministro della Salute, che nel 2012, al Governo, è stato il protagonista dell’iniziativa promossa dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute di Ragusa, diretto da don Giorgio Occhipinti, e dalla Diocesi di Ragusa. Il vescovo, mons. Paolo Urso ha avviato iniziative per cercare di invertire la tendenza sulla percezione di «un problema serio, per molto tempo sottovalutato, al punto tale che anche lo Stato – ha spiegato Balduzzi - lo ha preso sottogamba. Anzi, ha messo in campo iniziative che invece di risolverlo hanno probabilmente concorso a rafforzarlo. Però, l’importante è prenderne consapevolezza"

L’iniziativa, tenutasi all’auditorium della Camera di Commercio (nella foto), è stata attivata in collaborazione con l’Asp 7 oltre che con il supporto dell’Ordine dei medici, della Prefettura di Ragusa, della Polizia di Stato, della Provincia regionale, della conferenza dei sindaci, dell’Ufficio scolastico provinciale e di Confcommercio. Erano presenti il prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, Salvatore Gagliano, il vicepresidente provinciale di Confcommercio, Enzo Buscemi.

Per l´ex ministro per contrastrare il fenomeno bisogna "sensibilizzare, responsabilizzando, sanzionando se necessario, per ridurre questa piaga sociale, facendo capire a tutti che il gioco è una dimensione normale della vita, non può diventare un’ossessione. Attuare quello che abbiamo fatto vuol dire prendere sul serio i divieti per la pubblicità, ciò che serve per tutelare i minori, attuare il problema della localizzazione delle sale gioco, intervenire sul gioco on-line perché è una componente importante di questo fenomeno. E poi andare avanti nel senso che bisogna non solo sanzionare ma anche premiare i comportamenti positivi, per esempio incentivare quei gestori che non mettono macchinette nei loro bar, nei loro esercizi commerciali, soprattutto dare l’impressione che la Repubblica, quindi non solo lo Stato ma anche gli enti locali, non soltanto i livelli istituzionali ma anche tutto ciò che fa società, quindi appunto le agenzie educative, sia presente.

Ed ecco perché ritengo molto importante che qui a Ragusa ci si sia mossi con un intento comune: la Chiesa, le organizzazioni della società civile e commerciale e le realtà istituzionali, a partire dalle aziende sanitarie perché le antenne sul territorio per capire il problema sono prima di tutto le Asp e le associazioni di volontariato, cioè coloro che vivono davvero a contatto con i veri problemi"