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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 817
RAGUSA - 18/10/2013
Attualità - Il vicepresidente lascia in malo modo il tavolo istituzionale sull’Università in Prefettura

Gestione Cui: Gianni Battaglia va su tutte le furie

Il commissario straordinario della Provincia, Giovanni Scarso, stigmatizza il comportamento dell’ex parlamentare

Gianni Battaglia si alza, sbatte la porta e se ne va. E´ finito così tra lo stupore del prefetto, del sindaco e del commissario straordinario della Provincia e dei rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl ed uil. Uno sgarbo istituzionale che si commenta da sè e che è risultato per lo meno irriguardoso almeno per il padrone di casa. Il tavolo istituzionale era stato convocato in Prefettura per cercare di dirimere una situazione difficile che vede la Provincia in difficoltà nell´onorare gli impegni assunti.

Sono le quote che Provincia e Comune devono versare all´Università nel rispetto della convenzione ad avere complicato la discussione tra le parti. Sta di fatto che il rettore attende 300 mila euro dai due partner del Consorzio e Battaglia, nella sua veste di vicepresidente, è andato su tutte le furie quando ha appreso che il sindaco Piccitto era disponibile a venire incontro alle difficoltà di Giovanni Scarso. Un favore "istituzionale" che tuttavia avrebbe comportato un taglio al trasferimento dal comune al Cui per il pagamento dei trenta dipendenti del consorzio. Le proposte di comune e provincia di dare una sforbiciata al personale passando i dipendenti a part time non sono state accolte e da qui è nato il contrasto che complica le cose.

Pesante il giudizio del commisssario Giovanni Scarso: "L’atteggiamento tenuto dal vicepresidente del Cui non è condivisibile nella forma e nella sostanza. A parte l’atteggiamento irriguardoso nei confronti dei presenti, a cominciare dal prefetto di Ragusa, appare chiaro che il vicepresidente Battaglia ha assunto una posizione ‘terza’, non rispondente alla volontà e determinazione dei soci, anzi in aperto contrasto con i loro rappresentanti. Appare chiaro a questo punto che l’attuale ‘governance’ del Consorzio persegue una linea politica propria - non rispondente agli indirizzi di ‘spending rewiev’ che i due soci intendono perseguire e che da mesi sollecitano senza alcuna risposta - che non può più essere accettata e, peggio ancora, essere sottaciuta".