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RAGUSA - 18/09/2013
Attualità - I giornalisti Vincenzo Grienti e Laura Malandrino hanno indagato nel "baule della storia"

Settembre ´43: rievocato 70° anniversario Cefalonia

In provincia ancora presenti alcuni testimoni di quei tragici giorni vissuti nell’isola greca Foto Corrierediragusa.it

Cefalonia è rimasta nella memoria collettiva degli italiani ed è tuttora ricordata per la sua tragicità. L´eccidio consumato sull´isola ionica fu compiuto da reparti dell´esercito tedesco a danno dei soldati italiani presenti a Cefalonia e Corfù alla data dell´8 settembre 1943, giorno in cui fu annunciato l´armistizio di Cassibile che sanciva la cessazione delle ostilità tra l´Italia e gli anglo-americani. In massima parte i soldati presenti facevano parte della divisione Acqui, ma erano presenti anche finanzieri, Carabinieri ed elementi della Regia Marina. Analoghi avvenimenti si verificarono a Corfù che ospitava un presidio della stessa divisione Acqui.

La guarnigione italiana di stanza nell´isola greca si oppose al tentativo tedesco di disarmo, combattendo sul campo per vari giorni con pesanti perdite, fino alla resa incondizionata, alla quale fecero seguito massacri e rappresaglie nonostante la cessazione di ogni resistenza. I superstiti furono quasi tutti deportati verso il continente su navi che finirono su mine subacquee o furono silurate, con gravissime perdite umane. I giornalisti Vincenzo Grienti e Laura Maladrino fanno rivivere quel dramma in un saggio storico "Settembre 1943. Cefalonia, nel baule della storia: la memoria dell’eccidio" con il quale ripercorrono i tragici eventi che si verificarono nell’isola greca dall’8 al 25 settembre di 70 anni fa.

La ricostruzione storica ha preso avvio aprendo il «baule dei ricordi» di Angelo Emilio, pozzallese, ex caporal maggiore della 317° Fanteria della Divisione Acqui scomparso nell’aprile 2008 e che dal suo ritorno in Patria, dopo la prigionia in Russia, ha sempre cercato di approfondire quanto accaduto a Cefalonia. Al suo interno gli autori hanno rinvenuto libri, ritagli di giornali, corrispondenze originali e i suoi appunti personali, che hanno rappresentato uno stimolo concreto per una ricerca storica che potesse dare delle risposte ai troppi interrogativi e alle polemiche irrisolte che ancora oggi circondano la storia dell’eccidio. Il saggio porta così alla luce una «doppia» memoria: quella storica, data dalla ricostruzione di quanto avvenuto in quel settembre di 70 anni fa, e quella intima, legata ai ricordi di diversi militari siciliani, conterranei di Angelo Emilio, le cui testimonianze diventano una fonte indispensabile per lo studio sulla tragedia di Cefalonia e Corfù, dando un contributo decisivo per ricomporre il mosaico della Storia.

Il volume offre una attenta analisi di quanto avvenne in quei giorni di speranze deluse e tragica confusione ed è inoltre arricchito dal ritrovamento di una lunga lista di militari siciliani caduti a Cefalonia e Corfù, conservata dal reduce Emilio per ricordare i compagni che come lui partirono dalla Sicilia per non tornare più. Nel libro sono presenti anche le storie di alcuni reduci siciliani di Cefalonia come i modicani Orazio Cavallo, Antonino Gennaro, Carmelo Onorato, Antonio Paternò e Giovanni Santaera.