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RAGUSA - 15/09/2013
Attualità - Da domani il trasloco materiale di fascicoli, mobili ed apparecchiature da Modica

Tribunali accorpati: solo Ragusa è operativo

Urgono investimenti e strutture perchè è impensabile che le riforme possano solo garantire risparmi senza che si investa nella fase emergenziale e del cambiamento Foto Corrierediragusa.it

Per molti sarà una riforma epocale, per tanti sarà quella che affosserà definitivamente l´amministrazione della giustizia. Da oggi i tribunali italiani vivono una nuova vita grazie agli accorpamenti ed alle soppressioni di 220 sedi distaccate presenti sul territorio, 667 uffici di giudice di pace e trentuno i tribunali minori, tra cui Modica. Il ministro Cancellieri è stata un "bulldozer": ha rigettato tutte le richieste di rinvio o ulteriori discussioni ed ha invece lanciato il suo messaggio: "Sono certa che tutte le componenti del mondo giudiziario daranno il loro contributo, senza nostalgie per il passato dimostrando a tutti che la pubblica amministrazione italiana è in grado di sostenere la sfida del rinnovamento e dell´innovazione che gli standard delle migliori democrazie occidentali ci impongono.

Il ministro non nega le difficoltà e le incongruenze che potranno verificarsi: "Nessuno ignora che, come tutte le riforme di sistema, soprattutto nella delicata fase di avvio, ci troveremo dinanzi ad ogni tipo di difficoltà, sia attese sia impreviste, ma è questo il prezzo da pagare se si vuole davvero riformare il nostro Paese. La riforma è destinata come ogni buona idea a camminare sulle gambe di tutti noi e dei tanti che ci seguiranno nel prossimo futuro". Scopo "fondamentale" di questa ristrutturazione della mappa giudiziaria è quello di "garantire al cittadino utente ed alla nostra collettività un servizio giustizia migliore ed una migliore tutela dei diritti". Non la pensano tuttavia così quanti sono stati colpiti dal Veneto alla Campania, dalla Puglia alla Sicilia dai tagli imposti. Minacce di darsi fuoco, presìdi, blocchi stradali, cortei sono stati il corollario di questi giorni a dimostrazione che fare le riforme in un´Italia ingessata, immobile, poco disponibile al cambiamento, è difficile, se non impossibile, per tutti.

Ragusa accoglie da oggi i magistrati ed il personale proveniente da Modica; un centinaio di persone cui bisognerà trovare almeno una stanza. Nei giorni scorsi sono stati messi su pareti in cartongesso, ritagliati spazi nei corridoi, a testimonianza che un´emergenza esiste e che non possono bastare i 20 mila euro messi a disposizione dal sindaco per fronteggiare la situazione. Urgono investimenti e strutture perchè è impensabile che le riforme possano solo garantire risparmi senza che si investa nella fase emergenziale e del cambiamento. E´ il grande equivoco delle soppressioni e degli accorpamenti, che nel lungo periodo garantiranno servizi più razionali e certamente più concentrati ma in avvio necessitano di risorse umane ed economiche che non ci sono in ragione di quella "spending review" che ha tagliato le sedi giudiziarie e poi le vuole, vampirescamente, fare rivivere.