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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 785
RAGUSA - 12/08/2013
Attualità - Nota di protesta dei sindacati delle forze dell’ordine e del comparto sicurezza

Forze dell´ordine in agitazione per i tagli dall´alto

"Prendiamo atto amaramente dell’estrema miopia anche di questo Governo che, al pari dei precedenti, considera la sicurezza dei cittadini e gli operatori del Comparto Sicurezza un costo e, in quanto tale, oggetto di tagli"
Foto CorrierediRagusa.it

"Il Consiglio dei Ministri ha approvato - contrariamente alle assicurazioni fornite dai competenti ministri e nonostante le ennesime operazioni di immagine con cui l’esecutivo tenta di rassicurare i cittadini preannunciando una sicurezza che, allo stato attuale, non potrà mai esserci sebbene ve ne sia una richiesta maggiore a causa dell’escalation criminale che sta minando i diritti fondamentali di ogni cittadino - una serie di provvedimenti che, oltre a mortificare ancora una volta gli uomini e le donne del Comparto Sicurezza, annullano l’operatività della funzione di polizia". Lo affermano in una nota congiunta i sindacati delle forze dell´ordine e del comparto sicurezza. "Prendiamo atto amaramente dell’estrema miopia anche di questo Governo che, al pari dei precedenti, considera la sicurezza dei cittadini e gli operatori del Comparto Sicurezza un costo e, in quanto tale, oggetto di tagli. Il tutto continuando a disconoscere nei fatti la specificità e la peculiarità del servizio di un così delicato settore chiamato a garantire la condizione imprescindibile per la civile convivenza, per lo sviluppo economico e per il mantenimento della stessa democrazia: la sicurezza. Senza sicurezza, infatti, come dice anche la comunità europea, non può esserci ripresa e rilancio economico e sociale del nostro Paese".

La suddetta nota porta la firma dei sindacalisti di Siulp, Sap, Ugl e Consap della Polizia di Stato, Sappe e Ugl della Polizia Penitenziaria, Sapaf e Ugl della Forestale e Conapo e Ugl dei Vigili del Fuoco, insieme al Cocer Guardia di Finanza. Nella nota i sindacati rappresentano la rabbia e l’amarezza di tutte le donne e gli uomini del comparto sicurezza che, ancora una volta, sono figli solo delle opposizioni ma orfani di tutti i governi, compreso quello attuale, anche se di larghe intese. "Apprendiamo, infatti - continuano i sindacati e Cocer - che nonostante gli enunciati buoni propositi dei ministri interessati, il Consiglio dei Ministri con un atto di totale cecità ha approvato, tra le altre cose, anche la proroga fino al 31/12/2014 del blocco dei rinnovi contrattuali, degli automatismi stipendiali nonché del tetto individuale salariale per tutti gli appartenenti al comparto sicurezza e vigili del fuoco. Questo significa - tuonano sindacati e Cocer - paralizzare, di fatto, l’operatività della funzione di polizia in un momento così delicato per il Paese in cui i disordini di piazza sono e saranno sempre più frequenti e la coesione sociale sempre più minacciata.

Questo significa, in sostanza, che tutti i poliziotti, i finanzieri, i penitenziari, i forestali e i vigili del fuoco, assunti dal 1° gennaio 2011, poiché il tetto individuale è riferito al 31 dicembre 2010, non potranno essere utilizzati in nessun servizio operativo a difesa della sicurezza e del soccorso pubblico dei cittadini italiani. Giacché per questi operatori il tetto individuale che non debbono superare è il loro stipendio e, pertanto, nessun impiego su strada è possibile per loro considerato che per tali impieghi operativi è prevista, per quanto misera, l’attribuzione di una indennità accessoria che farebbe superare il predetto tetto. Nessuno creda alle bugie del governo che non ci sono soldi per la sicurezza dei cittadini, considerato che mentre si costringeranno migliaia di operatori a lavorare in ufficio, il governo ancora una volta sperpera 70 milioni di euro per impiegare i militari in compiti di sicurezza civile. Un vero e proprio obbrobrio in un Paese democratico. A meno che il governo Letta non ha deciso di militarizzare la sicurezza e l’ordine pubblico in questo Paese.

Noi poliziotti, finanzieri, penitenziari, forestali e vigili del fuoco diciamo "No" alla militarizzazione della sicurezza e "Basta" allo sperpero di denaro pubblico senza garantire il diritto fondamentale alla libera circolazione e alla sicurezza come si conviene in un Paese civile e democratico quale l’Italia dice di essere. Per questi motivi - prosegue la nota - i sindacati e Cocer Gdf proclamano lo stato di agitazione e, al fine di informare l’intera collettività e tutelare la dignità professionale dei lavoratori rappresentati, preannunciano azioni di mobilitazione con possibilità di vere e proprie manifestazioni di piazza qualora il governo non corregga il «tiro».

Un segnale importante per gli uomini e le donne e per la difesa della sicurezza dei cittadini sarebbe la modifica del tetto individuale a quello di Amministrazione, poiché questo garantirebbe l’impiego di tutti gli operatori in funzione delle esigenze di sicurezza del Paese pur con i limiti di bilancio, e il varo di una legge delega, entro settembre, per il riordino delle carriere e del modello sicurezza di questo Paese che lo distanzi in modo netto dal modello militare della difesa che ha altri nobili scopi. Se così non sarà, e la verifica sarà entro la fine di questo mese attraverso l’analisi dei testi approvati, per il bene della sicurezza dei cittadini e per la democrazia del nostro Paese, non ci rimarrà che scendere in piazza. Coloro i quali ci costringeranno a questa scelta - conclude la nota - ne dovranno rispondere al Paese ed ai cittadini oltre che agli operatori del comparto sicurezza e vigili del fuoco".

Nella foto in alto da sx Giorgio Di Rosa, Michele Emmolo, Massimo Vacirca (della segreteria provinciale Ragusa), Salvo Amico (segreteria nazionale referente Sicilia e Sardegna), Valter Mazzetti (segretario nazionale generale) e Vincenzo Cavallo (segretario provinciale Ugl Polizia).