Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 1098
RAGUSA - 21/07/2013
Attualità - Il primo provvedimento del genere nel territorio comunale è stato firmato dal sindaco Piccitto

Musica "alta": chiuso bar a Marina di Ragusa

La titolare è stata anche denunciata perchè ha opposto resistenza ed ha ingiuriato gli agenti Foto Corrierediragusa.it

Chiusura con denuncia. Un bar di Marina è stato chiuso e la proprietario denunciato per minacce ed ingiurie a pubblici ufficiali. Il locale si trova in via del Mare ed è incorso nelle violazioni all´ordinanza del sindaco sulle regolamentazioni delle emissioni sonore. Il provvedimento del sindaco è arrivato dopo diversi avvisi alla proprietaria del locale, T.P., 41 anni che ha reagito in malo modo alla notifica degli agenti della Polizia municipale coordinati dal comandante Giuseppe Puglisi.

Al bar sono stati apposti i sigilli e resterà chiuso per due settimane; si tratta del primo provvedimento del genere a Marina e nel territorio comunale. La donna è stata più volte denunciata nel corso dell´anno perchè "minacciava, ingiuriava, oltraggiava ed opponeva resistenza al fine di ostacolare l´attività degli operatori di Polizia". Anche l´ultima contestazione da parte degli agenti ha indotto la donna a rivolgere accuse ed ingiurie tanto che è scattata la denuncia.

Nella zona di via Tindari gli agenti hanno inoltre controllato alcuni locali. Sono state elevati nove verbali e sei persone sono state denunciate sempre per il mancato rispetto dell´ordinanza sindacale.

La denuncia del consigliere Angelo La Porta
Le notti di Marina allarmano quanti risiedono nel triangolo della movida. Le strade tra le vie Tindari, Genova, Imperia ed Amalfi, sono meta di tanti giovani soprattutto nei fine settimana e gli episodi di microcriminalità si susseguono. Quanti risiedono nella zona non possono che prendere atto la mattina dei danni e delle conseguenze delle notti "brave". Non è solo l´alto volume della musica a turbare ma tanti episodi legati all´assembramento del popolo della note. Le forze dell´ordine hanno intensificato in queste settimane i controlli, sono state elevate multe, la presenza degli agenti non manca ma evidentemente non basta. Dice Angelo La Porta, consigliere comunale, che a Marina di Ragusa, ha le sue radici: "Il problema è dannatamente serio. Questa zona, durante il periodo notturno, si trasforma in una sorta di campo di guerra.

E lo dico a ragion veduta se è vero, come è vero, che l’altra volta alcuni residenti della zona sono rimasti di stucco nel verificare, la mattina dopo, che le vetrine di un esercizio commerciale lì accanto recavano alcune strisciate di sangue. Sì, proprio sangue. I residenti si lamentano del fatto che le risse sono molto frequenti. Forse per i fumi dell’alcol che fanno trascendere le semplici discussioni sino a farle diventare scazzottate vere e proprie. Per non parlare, poi, dello stato di degrado imperante. Bottiglie lasciate ovunque, vomito, in alcuni casi anche escrementi. Insomma, un quadro devastante che ha spinto i residenti a denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine e a rivolgersi a gran voce all’Amministrazione comunale nel tentativo di regolamentare questa baraonda. Sono indispensabili anche i controlli perché in via Genova e in via Imperia, dove si registrano in misura maggiore i problemi segnalati, sembra essere terra di nessuno durante le ore notturne.

Chiediamo anche agli operatori del settore, che dicono di non essere, e ne siamo convinti, i nemici da combattere, di fornire una mano nel garantire una maggiore regolamentazione al fenomeno della movida, soprattutto durante le cosiddette ore piccole, così da permettere ai residenti di non avere nulla da temere. Infatti qui, in certi casi, è a rischio pure l’incolumità personale. O dobbiamo aspettare che succeda qualcosa di grave prima di intervenire? Speriamo davvero di no».