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RAGUSA - 17/07/2013
Attualità - Hanno firmato oltre 400 cittadini grazie all’iniziativa dell’associazione "Partecipiamo"

Petizione per istituire il Registro delle unioni civili

La bozza di regolamento individua diverse aree per garantire eque condizioni di accesso agli interventi dell’amministrazione su casa, sanità e servizi sociali, politiche giovanili, sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione

Oltre 400 cittadini chiedono il Registro per le unioni civili presso il comune. La petizione è stata avviata nei mesi scorsi dall´associazione "Partecipiamo Ragusa" ed è stata ora presentata al sindaco Federico Piccitto. Giovanni Iacono, presidente del consiglio comunale ed esponente di "Partecipiamo" intende porre il punto all´ordine del giorno della conferenza dei capigruppo. Dice Iacono: "E´ una tematica che merita un approfondimento in consiglio comunale poiché evidenzia un fenomeno sociale di cui non si può più non tenere conto. Le coppie di fatto in Italia sono persone spesso legate da vincoli di grande affettività ma senza diritti. Chi svolge un ruolo pubblico ed istituzionale deve interessarsi a questo, pertanto mi impegnerò in prima persona affinché il massimo consesso cittadino dia risposte in tempi assolutamente brevi».

Il documento elaborato da "Partecipiamo" comprende diverse aree sulle quali intervenire al fine di superare situazioni di discriminazione per le Unioni civili, ovvero garantire eque condizioni di accesso agli interventi dell’amministrazione su casa, sanità e servizi sociali, politiche giovanili, sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione.

Paolo Frasca, tra i promotori del registro spiega: "In questi mesi abbiamo spiegato ai ragusani quale battaglia civile stavamo combattendo, spesso vincendo le resistenze di chi, superficialmente, pensava fosse un modo per sostituire o superare l’istituto del matrimonio o per agevolare l’adozione di figli per coppie omosessuali. La nostra proposta di estendere invece alcuni diritti alle coppie di conviventi è stata recepita e speriamo che la nuova amministrazione ci dia una risposta entro i 60 giorni previsti dallo Statuto».

La petizione popolare è corredata da una bozza di Regolamento comunale delle unioni civili , che è composto da cinque articoli che sviluppano in maniera chiara la volontà di due persone di attestare una unione civile basata su vincolo affettivo, intesa come reciproca assistenza morale e materiale. Molti gli aspetti della vita quotidiana coinvolti, dall’assistenza sanitaria ai servizi offerti dal Comune. Attualmente sono oltre 150 i comuni in Italia che hanno intrapreso questo percorso.