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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1118
RAGUSA - 15/07/2013
Attualità - Le tariffe del decreto Balduzzi non coprono i ccosti di gestione delle strutture convenzionate

Serrata dei laboratori, tutti in ospedale per le analisi

Sono oltre 500 in Sicilia con 3 mila addetti più l’indotto. I sindacati hanno chiesto un incontro al Prefetto ed al presidente della Regione

Restano chiusi i laboratori di analisi in Sicilia. E´ la terza protesta da maggio ad oggi contro l´adozione del tariffario Balduzzi che riduce i rimborsi rispetto alle tabelle regionali applicate negli ultimi 17 anni. La protesta, cominciata da tre giorni in forma diffusa, coinvolge oltre 500 laboratori in tutta la Sicilia ed oltre tre mila addetti, compreso l´indotto. I titolari delle strutture convenzionate con il Sistema sanitario nazionale non riescono a colpire i costi di gestione con l´introduzione delle tariffe del decreto Balduzzi ed hanno deciso di chiudere i battenti in attesa di sviluppi.

Molti titolari pensano anche di uscire dal Sistema sanitario nazionale e rinunciare alle convenzioni. Le assicurazioni arrivate lo scorso mese dall´assessore alla Sanità, Lucia Borsellino, che introduceva un sistema di "compensazione" delle tariffe dei singoli esami non hanno risolto il problema e si è rivelato anzi un bluff.

Era stato previsto infatti un aumento del 55% rispetto al tariffario Balduzzi per gli esami più frequenti come glicemia o emocromo. Si era anche insediato un tavolo tecnico in assessorato per riqualificare le prestazioni secondo questi nuovi input ma dalla Giunta non è ancora arrivato il via libera. Da qui la protesta a tempo indeterminato e la richiesta di un incontro con il Presidente della Regione Crocetta per ratificare l’accordo raggiunto.

In provincia i rappresentanti sindacali del personale operante nei laboratori convenzionati hanno chiesto un incontro al Prefetto, all´Assessore alla Sanità ed ai componenti della Commissione sanità all´Ars. Per i cittadini molti disagi e lunghe code in arrivo visto che prelievi e prestazioni possono essere assicurati presso le strutture pubbliche già intasate dalle prenotazioni.