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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:11 - Lettori online 1840
RAGUSA - 11/07/2013
Attualità - Dopo la vicenda giudiziaria che ha interessato il porto di Marina

Per Legambiente modello turistico ibleo da ripensare

Ai cittadini viene chiesto "uno scatto culturale perchè che non ci si faccia più abbagliare da specchietti per le allodole quali le lucine del porto o i proclami pubblicitari

Turismo o invasione del territorio? O peggio, devastazione di quanto ancora resta dei beni ambientali in provincia. Per Legambiente Ragusa non ci sono dubbi il modello di sviluppo turistico negli ultimi anni è solo una foglia di fico sotto cui si nasconde la continua devastazione del territorio che, avendo interessato ormai quasi tutta la nostra costa, cerca di occupare qualsiasi buco occupabile fino a reclamare in mare il proprio territorio di espansione". Legambiente ha lanciato l´allarme alla luce della vicenda giudiziaria avviata dalla Guardia di Finanza riguardo ai presunti illeciti nella costruzione del porto Turistico di Marina di Ragusa: opere difformi rispetto al progetto, materiali di qualità inferiore al previsto e, infine, un´evasione dell´Iva per 8 milioni di euro.

"La scandalosa vicenda del megaporto turistico di Marina di Ragusa - scrive Legambiente -, un´opera utile solo a chi l´ha fatta ed ai vari satrapetti di provincia che l´hanno promossa e che ci hanno costruito sopra fortune politiche, col consenso della maggioranza della popolazione abbagliata dalle lucine viola e dalla speranza di vedere qualche vip, non può che invitare ad una serie di profonde riflessioni. Una prima riguarda il modello dominante di pseudo sviluppo turistico del nostro territorio: le tristi vicende di Baia Samuele, Marsa Siclà e Marispica seguite da questa del porto di Marina dimostrano il fallimento su tutta la linea di una visione cementizia e speculativa del turismo, che distrugge le emergenze naturali e culturali su cui il turismo stesso si basa. Una seconda riguarda il livello delle classi dirigenti iblee, che si sono mostrate prone a qualunque iniziativa speculativa, diventandone di fatto complici, fino a livelli evidenti di corruzione".

Legambiente lamenta inoltre di non avere ricevuto risposte rispetto ai rilievi sollevati ed alle denunce della stessa associazione che si rivolge ai cittadini ed a quanti hanno a cuore le sorti del territorio perchè ci sia "uno scatto culturale perchè che non c si faccia più abbagliare da specchietti per le allodole quali le lucine del porto o i proclami pubblicitari quali quelli di una Grande Ragusa, dove di grande c´è solo un marcio forse ancora maggiore di quello che noi stessi ci immaginiamo. Speriamo che questa vicenda sia d´insegnamento a chi ci accusava e ci accusa di essere contro lo sviluppo".