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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 836
RAGUSA - 14/07/2013
Attualità - Lo sbarco in Sicilia che cambiò il corso della 2a guerra mondiale

"Husky": Ragusa ha ricordato l´arrivo dei canadesi

A Pachino solenne commemorazione sulla spiaggia, poi Ispica e Marina di Ragusa. A Modica deposizione corona al monumento ai caduti Foto Corrierediragusa.it

I canadesi sono arrivati anche a Ragusa. Preceduti da tredici cornamuse hanno marciato per via Roma per arrivare davanti al Monumento ai Caduti di piazza S. Giovanni (nella foto) dove è stata deposta una corona di alloro. Come in tutti gli altri comuni finora toccati grande commozione partecipazione in ricordo degli eventi del luglio del 43´. Il capoluogo non ha certo brillato per l´organizzazione visto che all´ultimo momento la bandiera è stata sostituita perchè lacera e la cerimonia è cominciata con quasi un´ora di ritardo lasciando i presenti, tra cui soldati e civili canadesi molto perplessi.

Alla fine il saluto di Federico Piccito : «Siamo qui – ha detto il primo cittadino – per ricordare tutti i soldati caduti il 13 luglio del 1943 e soprattutto per affermare fortemente il principio che la guerra deve essere da tutti noi sempre rifiutata. Il sacrificio dei caduti deve servirci come monito e far sì che questi terribili episodi non debbano ripetersi mai più».

La commemorazione negli altri comuni
Le cornamuse ed i tamburi hanno sottolineato la presenza dei canadesi che sono tornati in Sicilia a 70 anni dallo sbarco che cambiò il corso della 2a guerra mondiale. Una grande partecipazione emotiva da parte di una trentina di ex militari e cittadini canadesi che hanno voluto ricordare i giorni dello sbarco e la "presa" delle città iblee. Pachino, Ispica, Marina di Ragusa, Modica ed il capoluogo sono le tappe più significative di questi primi giorni. Alla cerimonia di Modica (nella foto: il gruppo davanti al monumento ai Caduti in piazza Municipio) è stato presente il veterano di quell’avvenimento, il tenente Sheridan Atkinson, 94 anni ben portati, che occupò Modica con la sua Anti-Tank Platoon della Royal Canadian Regiment

A dirigere le operazioni celebrative Spehen Gregory, grande animatore dell´evento, canadese, che vuole ricordare ai suoi connazionali per primi il valore ed il sacrificio di quanti si sacrificarono per l´ideale della libertà. Mister Gregory ci tiene anche a sottolineare che nei libri di storia si parla sempre di sbarco anglo americano tenendo a rimuovere o ignorare la significativa presenza canadese testimoniata ancora oggi dalle tombe del cimitero di Agira dove riposano i soldati, 478, che persero la vita e dove la rievocazione della operazione "Husky" si concluderà giorno 30.

I canadesi in Sicilia
Sono arrivati in Sicilia 70 anni dopo quel fatidico 10 luglio che cambiò il corso della storia mondiale. Lo sbarco in Sicilia, meglio noto come operazione "Husky", viene rivissuto in questi giorni da quanti in quei giorni parteciparono allo sbarco o vogliono onorare il sacrificio dei soldati del loro Paese. Sono i soldati della prima divisione di Fanteria canadese e della prima Brigata corazzata canadese che sono tornati in Sicilia e in particolare a Pachino. Sulla spiaggia dello sbarco si è tenuta la cerimonia ufficiale dell´evento con un minuto di silenzio, preghiere per quanti morirono ed il saluto dell´organizzatore Stephen Gregory del Canada Company.

La marcia "Operazione Husky 2013" terminerà nella piazza principale di Agira la sera del 30 luglio 2013: venti giorni di percorsi a tappe per seguire i sentieri battuti dalla 1ª Divisione di Fanteria durante l’estate del 1943.


Operazione Husky
Il 10 luglio 1943 le truppe inglesi e americane sbarcano in Sicilia, tra Licata e Siracusa. La spettacolare operazione aeronavale – nome in codice "Husky" – è una svolta decisiva nella storia del secondo conflitto mondiale e segna l’inizio della fine per il regime fascista. Di lì a poco, il Gran Consiglio voterà la sfiducia a Mussolini e il re ne ordinerà l’arresto. La campagna militare alleata andrà avanti per altri due anni, trasformando l’Italia in un campo di battaglia tra gli eserciti di mezzo mondo, fino alla Liberazione. Un periodo tra i più drammatici nella storia italiana del Novecento. In un recente volume ("Operazione Husky" di Giuseppe Casarrubea e Mario José Cereghino, selezionati in dieci anni di ricerche negli archivi di College Park (Usa) e di Kew Gardens (Gran Bretagna)sono presentati i rapporti "secret" e "top secret" di quei giorni,i dettagli, le strategie americane e inglesi per infierire su una popolazione stremata dalla fame e dai bombardamenti.

Vengono rivelati i piani dei servizi segreti alleati – a cominciare dall’Oss e dal Soe – che mirano a creare uno stay-behind e, al contempo, un’alternativa di facciata al regime mussoliniano; i contatti con i leader antifascisti socialisti, liberali e monarchici, in patria e all’estero; la diplomazia segreta per provocare il distacco dall’Asse dell’Italia fascista e arrivare a un armistizio con gli anglo-americani; gli accordi sottobanco con le mafie; il razzismo culturale anglosassone verso un popolo considerato più arabo che europeo. Emerge così un quadro geopolitico che anticipa le tensioni della Guerra Fredda nel Mediterraneo e che produrrà effetti devastanti sull’Italia dei decenni successivi. Fino ai giorni nostri.


assurdo...!
14/07/2013 | 9.11.26
gd4

L’improvvisazione con cui il Comune di Ragusa ha accolto il gruppo dei Canadesi è stata veramente inqualificabile. La cerimonia in piazza San Giovanni è cominciata con più di un’ora di ritardo, costringendo gli ospiti canadesi, i cittadini e le autorità presenti ad assistere, sotto il sole cocente, prima ai maldestri tentativi di issare due bandiere (italiana e canadese) sullo stesso pennone, poi all’attesa per la ricerca di un’altra bandiera italiana perchè ci si è accorti che quella esistente era troppo sp*****a e lacera; infine alla messa in opera di un precario secondo pennone rimediato e arrangiato alla meglio (e legato con il filo di ferro). Considerando che la manifestazione era stata ampiamente prevista da almeno due mesi, tutte queste operazioni si sarebbero potute fare prima, non sotto gli occhi di tutti, riducendo al minimo i disagi e i sudori, specie per chi era in divisa ed ha dovuto aspettare un’ora e un quarto che si cominciasse.
Alla fine della cerimonia poi, saluti reciproci e ognuno per la sua strada: il Comune non ha pensato nemmeno ad offrire un bicchiere d’acqua agli ospiti canadesi, tanto che un cittadino ragusano (che mi ha pregato di non essere citato), vedendo ciò, si è sentito in dovere di offrire una granita a tutti i canadesi presso il bar Italia, spendendo di tasca sua la somma di 40 euro, e cercando così di rimediare a quello che il Comune non ha saputo fare...