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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1058
RAGUSA - 10/07/2013
Attualità - Alla presenza del generale di Divisione della Sicilia Ignazio Gibilaro

Cambio al vertice nella Guardia di finanza

Fallica andrà a dirigere una Divisione dell’Interpool: «Mi porto il modello Ragusa nel cuore, malgrado una certa disattenzione infrastrutturale». Cavalli: «Continueremo il lavoro con onestà e rigore morale»
Foto CorrierediRagusa.it

Una cerimonia di commiato sobria, senza enfasi, senza bilanci e proclami roboanti. Senza deputati e senza sindaco da poco eletto, ma ricca di autorità militari e giudiziarie: il procuratore Carmelo Petralia, il sostituto piemme Marco Rota, il questore Giuseppe Gammino, il colonnello dell’Arma Salvo Gagliano, una rappresentanza della Prefettura, il commissario della Provincia Giovanni Scarso e tanti amici veri che lo hanno stimato. Proprio come il colonnello sicuramente desiderava.

Francesco Fallica (nella foto di Franco Assenza con il collega Alessandro Cavalli), colonnello della Guardia di finanza, da 4 anni al comando provinciale delle «Fiamme gialle» della provincia di Ragusa, ha lasciato alla memoria della stampa ricordare i fascicoli investigativi aperti sul territorio ibleo e i risultati conseguiti. Di certo c’è, e chi si occupa di «nera» da almeno un ventennio può affermarlo tranquillamente, che prima dell’arrivo di Fallica (grande comunicatore oltre che ufficiale) molta gente non sapeva che la Guardia di finanza si trovasse in via Archimede e che il comando provinciale si fosse trasferito in quella piazza Libertà dalla cui sede negli anni Venti si era affacciato il duce.

A salutare il partente Fallica e il nuovo arrivato Alessandro Cavalli s’è scomodato persino il generale di Divisione Ignazio Gibilaro, comandante regionale Sicilia. Parole calorose all’indirizzo dei due ufficiali e di augurio per la loro carriera. Fallica andrà a dirigere una Divisione Interpool a Roma, metterrà mani e occhi sulla grande criminalità economica internazionale; Cavalli prenderà un comando che in questi 4 anni passati ha toccato quasi tutti i gangli vitali dell’economia malata (evasioni e frodi), oltre ai sequestri di droga operati nelle serre di primaticci dell’acatese. Qualche inchiesta è andata a gonfie vele, qualche altra s’è arenata, perché non sempre le idee di magistratura inquirente e giudicante combaciano.

Il discorso del colonnello Fallica che parte dal ricordo del 70° anniversario dello sbarco degli Alleati (col sacrificio di molti finanzieri) è breve ma intenso. «Ragusa me la porto nel cuore, il modello Ragusa che spicca su tanti altri centri dell’isola, malgrado una certa disattenzione infrastrutturale». E’ l’unica stilettata che Fallica indirizza a chi avrebbe potuto fare di più in tema di infrastrutture, ora che dal Magliocco di Comiso si vola davvero. Romano de Roma, Fallica, ma tiene a precisare di sentirsi siciliano fino al midollo osseo, il cui nonno di Pietraperzia «mi ha insegnato come si interpretano gli sguardi e i silenzi dei siciliani».

Il colonnello Alessandro Cavalli ha ereditato un testimone importante: «Continueremo il lavoro con onestà e rigore morale, chiedendo a tutti i militari il massimo impegno».