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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 764
RAGUSA - 05/06/2013
Attualità - Nostro reportage fotografico delle zone più disastrate

Il lato oscuro di Ibla dove regna degrado

Attraversando a piedi le viuzze che si trovano alle spalle del prospetto conosciuto a turisti e cittadini, ci si trova davanti a dei quartieri spettrali, completamente disabitati
Foto CorrierediRagusa.it

Interi quartieri abbandonati ai vandali e all’inciviltà sorgono dietro la facciata di Ragusa Ibla, resa così vigorosa da una legge ad hoc e da milioni di euro, erogati senza parsimonia e senza controlli. La legge regionale n. 61 del 1981, meglio conosciuta come legge su Ibla, è sicuramente il provvedimento più discusso della provincia di Ragusa e, forse, anche della Sicilia. Mentre gli altri centri storici dell’Isola cadono a pezzi, infatti, si continua a finanziare, e con grandi elargizioni, il capoluogo ibleo, riuscendo a creare una realtà idilliaca che di spettacolare ha ben poco. L’altra faccia di Ibla, infatti, è quella che nessuno mostra, è quella dei contesti sociali difficili, è quella della spazzatura e delle case pericolanti, è quella degli interi quartieri disabitati dove le case sono ridotte ormai a mere discariche abusive. Dietro le splendide facciate barocche e alle scalinate monumentali, riportate alla luce dai fondi della legge, si ergono situazioni imbarazzanti e lontanissime dalle centinaia di migliaia di euro elargite da oltre vent’anni.

Attraversando a piedi le viuzze che si trovano alle spalle del prospetto conosciuto a turisti e cittadini, ci si trova davanti a dei quartieri spettrali, completamente disabitati. Materassi, suppellettili, mobili e spazzatura di ogni genere trabocca infatti da ogni angolo: le porte sono tutte divelte, sfondate e rase al suolo da vandali e intemperie, ed è stata l’inciviltà della gente a fare il resto. Delle vere e proprie discariche abusive sorgono infatti in questi quartieri e ogni genere di immondizia è abbandonata sia ai lati delle strade o vicino a qualche albero sia all’interno di tutte le abitazioni. Quest’ultime, inoltre, sono comunque pericolanti. La maggior parte di esse infatti è disabitata da anni e nessun intervento di manutenzione è stato messo in atto per evitarne crolli. Molte di queste non presentano più neanche il tetto e diversi animali vi hanno stabilito la propria dimora.

Sversamenti di liquami e altra sporcizia, poi, fanno da contorno a una situazione veramente penosa ed eludibile se solo il comune di Ragusa avesse mantenuto l’impegno di acquistare e sistemare alcune abitazioni. In effetti qualcosa del genere è già avvenuto nel quartiere di San Rocco, dove alcuni ruderi, secondo quanto appreso da alcuni consiglieri comunali, sono stati ristrutturati e adibiti a residenze universitarie . In realtà, però, la destinazione d’uso è andata lentamente trasformandosi, e tra opposizioni e malcontenti, tali abitazioni sono divenuti alloggi popolari. «Le case di San Rocco inizialmente erano previste per residenze universitarie – ha confermato Salvatore Avola, delegato per Ibla del Pd – ma nel 2006 sono state affidate come alloggi popolari dall´Amministrazione Dipasquale. Io – ha aggiunto – mi opposi all´affidamento di queste case perché sinceramente speravo in un utilizzo diverso».

Il contesto sociale, purtroppo, non è sicuramente dei migliori: queste abitazioni, fra l’altro, appaiono come isolate dal resto della città visto che intorno sorge solo un grande degrado e l’incuria più totale. Ruderi e sterpaglie, quindi, fanno da contorno a questo progetto costato circa un milione di euro e portato a compimento nel 2004, stravolto però completamente rispetto all’idea iniziale che avrebbe ridato senz’altro un’altra luce all’intero quartiere.

Sotto, la fotogallery del degrado a Ibla. Cliccate sulle foto per ingrandire


Non sono d´accordo
05/06/2013 | 20.16.13
Mario

Che ci siano situazioni di degrado a Ibla è innegabile ma la critica alla legge su Ibla è completamente sbagliata perchè tale legge non solo a permesso il manteniemnto delle zone di maggior pregio ma ha anche contribuito in modo efficace a contrastare "l´abbandono" di Ibla da parte delle famiglie e in generale dei vecchi abitanti, abbandono che è la causa che ha determinando la situazione che viene rappresentata. La mia opinione e che i fondi della legge su Ibla (menomale che ci sono) andrebbero in parte utilizzati per finanziare completamente, e in parte consistente a fondo perduto, le giovani famiglie che intendono acquistare e ristrutturare gli immobili abbandonati al fine di risiedervi (il problema rappresentato si risolverebbe naturalmente).