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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 599
RAGUSA - 01/06/2013
Attualità - Delibera del commissario Rizza per recuperare il 36 per cento dei costi di gestione degli impianti

Società in rivolta. Fare sport diventa troppo caro

Il Coni ha convocato tutte le società per lunedì per discutere della questione

Le società sportive sono in rivolta. La delibera del commissario straordinario, Margherita Rizza, ha colpito al cuore i tanti sodalizi sportivi della città che da giorno 10 dovranno rassegnarsi a pagare per l’utilizzo degli impianti sportivi. Le tariffe sono state già fissate e sono soprattutto le piccole società a temere per la loro stessa sopravvivenza. Margherita Rizza si rifugia dietro l’obbligo di applicare la legge che chiede di coprire almeno il 36 per cento del costo medio nella gestione degli impianti. In ogni caso il commissario rimanda il tutto alla prossima amministrazione e rileva che le tariffe applicate sono in ogni caso al di sotto di quanto viene richieste da palestre ed impianti privati. Non ci stanno alcuni dirigenti impegnati nel mondo sportivo a cominciare dal presidente della Passalacqua basket che parla di penalizzazione vera e propria.

Dice Gianstefano Passalacqua: «Se dobbiamo pagare chiediamo e pretendiamo un impianto a regola al 100%. Noi abbiamo chiesto da tempo la gestione del PalaMinardi». Le piccole società di calcio come New Team ed Or.Sa. sono in difficoltà. Pagare rette da centinaia di euro al mese non è possibile per chi vive di solidarietà e volontariato. Tutti chiedono una via di uscita e la questione impianti sportivi è entrata a pieno titolo nel dibattitto della campagna elettorale. Naturalmente tutti chiedono la revoca della delibera e sono sodali con le società. Cosa accadrà quando assumeranno la responsabilità di guidare la città?

La delibera del commissario Margherita Rizza
Per utilizzare le dodici strutture sportive della città si dovrà pagare. Lo stabilisce una delibera approvata dal commissario straordinario, Margherita Rizza, che ha fissato anche i costi per l’utilizzo degli impianti. I costi sostenuti annualmente da palazzo dell’Aquila sono 700 mila euro, di cui 60 mila derivati dal Coni, 250 mila per servizi e manutenzioni e 400 mila per il personale. Applicando il decreto che stabilisce che i servizi individuali devono essere coperti per un massimo del 36 per cento il commissario ha determinato in 255 mila euro, l’introito per le casse comunali. Sonno esclusi dal pagamento per l’utilizzo degli impianti le società composte da atleti diversamente abili, forze dell’ordine, enti pubblici, università e federazioni sportive.

Il costo più consistente è quello del PalaMinardi con 21 euro per la tariffa oraria e 65 euro per l’attività agonistica, ovvero la disputa di una partita. Venti euro l’ora si pagheranno per l’Aldo Campo e 60 per l’evento agonistico. Per entrambi gli impianti il fitto per manifestazione sportive ammonterà a mille euro con sbigliettamento fino a tre giorni. Più basse le tariffe per gli altri impianti: 300 euro mensili per le palestre all’interno del PalaMinardi, il campo di rugby costerà 14 euro l’ora e 45 per la partita. Al campo di atletica di contrada Petrulli si pagherà anche per fare la doccia. Lavarsi costerà infatti un euro per chi svolge attività agonistica e due euro per gli sportivi amatoriali.