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RAGUSA - 11/05/2013
Attualità - La 17ma relazione sanitaria sullo stato di salute della popolazione iblea

Più morti e meno nascite in provincia

Nel 2012 sono morte in provincia 730 persone proprio a causa di tumori, cento in più rispetto a dieci anni fa Foto Corrierediragusa.it

Più morti e meno nascite. In provincia aumentano, inoltre, le patologie cardiovascolari che sono la causa principale di morte mentre al secondo posto ci sono i tumori. Questi sono alcuni dei dati contenuti nella 17ma relazione sanitaria elaborata dall’Asp, che è stata presentata dal direttore generale Angelo Aliquò (nella foto: a sin. con Riccardo Gafà).

La relazione, come ha spiegato lo stesso direttore generale, non è solo utile dal punto di vista sanitario ma offre uno spaccato sociale della provincia e rappresenta un importante studio scientifico che si basa su una platea di 321 mila persone residenti nei dodici comuni iblei. Una dato in aumento nel 2012 ma che si avvale in modo decisivo della presenza di cittadini stranieri ed extracomunitari. Il rapporto tra nati e morti per la prima volta da 17 anni si è invertito visto che in provincia i decessi sono passati da 2954 a 3141 mentre i nuovi nati sono 30 in meno. Le cause di morte sono innanzitutto quelle cardiovascolari e sorprende soprattutto l’aumento dei casi che interessano la popolazione femminile passato dal 39 per cento al 46 per cento dei casi. Al secondo posto ci sono i tumori; tra i maschi il più diffuso è quello ai polmoni, 105 casi nel 2012, colon, 53 e prostata, 44.

Tra le donne la triste classifica è guidata dal tumore alla mammella, 59 casi, al colon retto, 39, pancreas e fegato, 29 casi ciascuno. Nel caso del colon retto ha aiutato molto lo screening che l’Asp ha avviato sui soggetti ultracinquantenni ma molto ancora resta da fare tanto che sono stati programmati altre screening, ed in particolare alla mammella ed al cervico-carcinoma. Lo screening per il tumore della mammella ha riscontrato 36 carcinomi a fronte di 347 richiami su una base di 15 mila persone sottoposte all’esame. Grazie a questi strumenti di prevenzione sono state salvate 150 persone anche se il numero dei decessi per tumore rispetto al 2003 dice che tanto bisogna ancora fare.

Nel 2012 sono morte in provincia 730 persone proprio a causa di tumori, cento in più rispetto a dieci anni fa. Sono aumentati anche i decessi domestici passati da 38 nel 2011 a 54 nel 2012 e che interessano soprattutto la popolazione più anziana. Cresce anche il dato della mortalità infantile che si attesta sul 4,5 per mille, poco più alto della media nazionale.