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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1072
RAGUSA - 07/05/2013
Attualità - Lo stato generale del sindacato fa il punto della situazione

Allarme infrastrutture lanciato dalla Cgil siciliana

Saranno coinvolti nelle iniziative pure Cisl e Uil

La Cgil siciliana lancia da Ragusa il suo grido d’allarme sull’emergenza infrastrutture in Sicilia. Lo stato generale del sindacato, presenti il neo segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, i segretari generali della Fillea Cgil Sicilia, Franco Tarantino, e della Filt Cgil Sicilia, Franco Spano, i segretari generali della CGIL di sei provincie ( Ragusa, Siracusa, Catania, Messina, Enna e Caltanissetta), ha lanciato l’allarme sull’emergenza infrastrutture in Sicilia come strumento non solo di sviluppo e prospettiva di crescita, ma per creare lavoro e occupazione.

«E’ del tutto evidente, dichiara Michele Pagliaro, che la questione infrastrutture in Sicilia deve porsi come centrale nei temi del Governo della Regione e anche di quello nazionale. Non si può continuare a rideterminare la spesa mortificando il progresso e penalizzando le imprese atteso che a causa di questo gap pagano un 20,6% in più in termini di costi rispetto ad altre aree meglio attrezzate.

E’ nostro intendimento, continua Pagliaro, mettere in movimento una serie di iniziative che coinvolgano, innanzitutto la Cisl e la Uil, il mondo della produzione e quindi delle associazioni di categoria perché come accadde nella manifestazione del 1° marzo possiamo insieme reclamare un atto non solo di giustizia nei confronti del resto del paese ma di civiltà».

I numeri parlano chiaro perché negli ultimi quindici mesi, il Cipe ha adottato azioni per le quali hanno interessato 74 grandi infrastrutture che sono così articolate: infrastrutture stradali 26 interventi di cui solo 8 al sud (33,33%); infrastrutture ferroviarie 20 interventi di cui 8 al sud ( 40%); reti metropolitane 17 interventi di cui 7 al sud ( 35,29%); Hub portuali piastre logistiche, 5 interventi di cui solo 1 al sud ( 20%). Nel totale su 74 interventi solo 30 sono al Sud pari al 40% degli investimenti.

In termini finanziari gli importi delle gare è passata dai 402.353.477,00 del 2007 ai 94.543.246 del 2013 ( 1° quadrimestre): da 432 gare nel 2007 alle 80 del 2013 ( primo quadrimestre). La questione vera al momento sta altrove. Il governo nazionale ha rimodulato, un taglio del 20%, dei fondi Fas ma il peggio sta nel fatto che la destinazione delle somme è ancora ignota.

Rischia il progetto di finanza della superstrada Ragusa-Catania (mancano all’appello 100 milioni di euro) e la società aggiudicatrice l’opera non ha firmato la convenzione del project financing. Ma c’è di più. Boatos provenienti dai centri di gestione di spesa dei fondi dubitano sulla fattibilità dell’opera, almeno così dichiara Franco Tarantino, che denuncia, in modo chiaro e forte, il tentativo di rimuovere l’opera perché considerata complementare, antieconomica rispetto all’autostrada Siracusa Gela che passerà anche da Ragusa collegandola con Catania attraverso questa via parallela.

«La Cgil siciliana si batterà contro questa idea ove dovesse emergere perché al danno del deficit infrastrutturale non si può aggiungere anche questa beffa», ha commentato Franco Spanò.

Su questo versante il quadro si completa con l’aeroporto di Comiso che il 30 maggio dovrebbe essere attivato. Cosa manca? Al momento oltre gli aerei, che devono arrivare e partire, una rete viaria degna di questo nome che colleghi tre provincie siciliane con l’aeroscalo. I fondi anche qui sono in rosso e il tesoretto dei fondi ex Insicem non basta. Nuove dai lotti 6,7,8 che collegano via autostrada Rosolini a Modica. Fonti dell’assessorato regionale alle Infrastrutture confermano che entro giugno 2013 partiranno le gare.