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RAGUSA - 08/04/2008
Attualità - Ragusa - Il tormentato iter giunge ad una svolta

Parco eolico: il Cga rigetta
il ricorso della Soprintendenza

Il comune di Ragusa era intervenuto in favore della Ses Foto Corrierediragusa.it

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha rigettato il ricorso presentato dall´Avvocatura dello Stato per conto della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Ragusa e del relativo assessorato. Il ricorso rigettato dal Cga era stato inoltrato avverso l´ordinanza del Tar di Catania con la quale era stato accolto il ricorso della Ses, con la consessione della sospensiva che annullava il blocco dei lavori che era stato imposto dalla Regione e dalla Soprintendenza di Ragusa.

Il Comune, come aveva già fatto in primo grado, è intervenuto in giudizio in favore della Ses in quanto a suo tempo il Consiglio Comunale aveva espresso parere favorevole al progetto di ridimensionamento del parco eolico rispetto a quello originario, avendo ritenuto inesistenti problemi di impatto ambientale.

Via libera quindi al Parco Eolico. Riprenderanno i lavori della Ses, che ha investito milioni di euro per l’installazione, sull’altopiano dei Monti Iblei, nelle contrade di Piano Ceci e Salto di Lepre, di impianti eolici con piloni ed autogeneratori alti complessivamente circa 120 metri. Su 43 pale da installare, 23 ricadranno nell’area di Cava dei Modicani. Tutto questo nell’ambito del progetto «Quattro città e un parco per vivere gli iblei», presentato dalla stessa Ses.

L’amministrazione del comune capoluogo aveva presentato ricorso avverso l’assessorato regionale agli enti locali e la Sovrintendenza di Ragusa che, avendo mesi fa espresso parere negativo sulla realizzazione del progetto, lo aveva nei fatti bloccato, danneggiando il comune in primis sotto l’aspetto del vantaggio economico, per la mancata possibilità di poter attingere ad energia pulita ricavata da fonti rinnovabili. Questo secondo la visione dell’amministrazione, che si è sentita altresì penalizzata anche sotto il profilo dello sviluppo occupazionale. L’allora soprintendente Beatrice Basile motivò il diniego affermando che «l´altipiano ibleo è un territorio suggestivo, considerato bene culturale ad alta valenza naturalistica, inserito nel Piano integrato territoriale ".

L’attuale soprintendente Vera Greco attende il deposito delle motivazioni della sentenza del Tar, prima di pronunciarsi in merito. Anche secondo Federalberghi il paesaggio non si può e non si deve alterare con l’installazione dei pali eolici. Legambinete aveva espresso la sua decisa contrarietà alla realizzazione del parco eolico sul crinale dei monti iblei anche perché, secondo il responsabile provinciale Claudio Conti, dietro questa richiesta si potrebbe celare un’operazione finanziaria piuttosto che un investimento industriale. Il sospetto derivò dalla sede da cui partirono i contratti che la Ses propose agli agricoltori. La trasmissione degli stessi avvenne da un’utenza di Alcamo intestata alla «Vento In», una società che si muove nel campo dell’eolico, ma solo in qualità di procacciatrice di affari.


LA CRONISTORIA DEL PROGETTO

Il progetto «Quattro città e un parco per vivere gli iblei» venne avviato qualche anno fa quando lo Stato, attraverso il Ministero delle infrastrutture, inserì il comune di Ragusa tra le 20 città italiane comprese nel Programma d´Interesse Comunitario (Pic), assegnando al comune ibleo, per lo sviluppo del programma, una risorsa finanziaria di circa 303mila euro per avviare la sperimentazione e lo sviluppo di sistemi di qualità integrati del territorio e delle attività che lo connotano, a partire dall’elevata qualità naturalistica e dalle produzioni agricole ad esso collegate.

Una parte del progetto ingloba veri e propri nuclei urbani: le contrade Conservatore e Tre Casuzze, per le quali sono stati già approvati piani di recupero da parte del Comune. Contrada Bettafilava rientra invece nella localizzazione dell´area commerciale. I terreni dell´altipiano hanno una destinazione produttiva legata alla zootecnia. Si utilizzano per il pascolo, vi si producono grano e foraggere.