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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 682
RAGUSA - 25/04/2013
Attualità - Cerimonie pubbliche in tutta la provincia per la ricorrenza

La celebrazione del 68mo anniversario della Liberazione

Nel capoluogo hanno partecipato tutte le autorità civili e militari con in testa il prefetto Annunziato Vardè Foto Corrierediragusa.it

Si è svolta anche a Ragusa la cerimonia celebrativa del 68° anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista. Il corteo composto da Autorità Civili e Militari, dalle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, da una rappresentanza della Consulta Studentesca provinciale, ha percorso il centro della città lungo le quali le medesime Autorità hanno reso onore dapprima alla Stele dell’Unità d’Italia, poi alle lapidi ed al monumento in memoria dei Caduti per la Patria. Particolarmente sentiti i momenti celebrativi svoltisi sul sagrato della Cattedrale di San Giovanni Battista (nella foto), che hanno conferito alla ricorrenza la dovuta rilevanza, concludendosi con la benedizione impartita dal Cappellano della Polizia di Stato.

Prima della deposizione delle corone, il Prefetto Annunziato Vardè, nel corso del suo messaggio di saluto, ha sottolineato, tra l’altro, che l’odierna celebrazione, in questo momento della nostra storia, caratterizzato da gravi problemi economico-sociali e dall’esigenza di ricomporre al più presto gli organi costituzionali, riveste particolare significato, quale testimonianza di un patrimonio di idee certamente comune a tutti gli italiani e che pertanto deve costituire momento di unità e non di divisione, in nome dei fondamentali principi consacrati nella nostra Costituzione.

Nella circostanza il Prefetto ha altresì rivolto un pensiero al Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano con i più fervidi auguri per la sua storica rielezione, concludendo con l’auspicio che i valori del rispetto e della tolleranza possano consentire di uscire dalle secche della attuale congiuntura economica particolarmente sfavorevole e di risolvere nel migliore dei modi le complessità politico-istituzionali esistenti.