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RAGUSA - 06/04/2013
Attualità - Al termine dei lavori che si sono svolti in viale del Fante

Assostampa, Molè riconfermato segretario

Presenti le massime autorità istituzionali: il prefetto Vardè, il questore Gammino, il colonnello della Gdf Fallica, il tenente dell’Arma Barbera, il commissario Scarso, il commissario CamCom Gurrieri e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Il neo segretario accetta la carica con riserva: «Dopo le vertenze di questi anni mi aspettavo più partecipazione e tensione sindacale»
Foto CorrierediRagusa.it

Gianni Molè succede a se stesso, ma con riserva. Almeno per i prossimi due mesi, fino a quando un’assemblea degli iscritti consentirà al riconfermato segretario dell’Assostampa di Ragusa di verificare la possibilità di recuperare più partecipazione di giornalisti e quella tensione sindacale che al momento manca alla categoria, proprio in una fase in cui bisognerebbe fare sistema per salvaguardare i posti occupazionali minacciati dalla crisi e dalle nuove prospettive tecnologiche.

La riconferma di Gianni Molè è avvenuta all’unanimità al termine della sua relazione, degli interventi di Giuseppe La Lota, che ha presieduto i lavori congressuali, di Andrea Di Falco, Salvatore Cannata, Silvio Galizia, Michele Barbagallo, Sabrina Gariddi, Alessandro Bongiorno, Faustina Morgante e dell’intervento conclusivo del segretario regionale dell’Assostampa Alberto Cicero. Alla vice segreteria è stato riconfermato Michele Farinaccio, mentre Sabrina Gariddi rileva Carmela Minardo nel ruolo di tesoriere.

Tutti gli interventi hanno riconosciuto il grande lavoro svolto dal segretario Molè in occasione delle vertenze sindacali che si sono succedute in questi anni con gli editori di Video Mediterraneo ed E20Sicilia, sia per sollecitare il pagamento delle mensilità arretrate ai giornalisti, sia per scongiurare il pericolo del licenziamento o del part time. Dopo il lavoro svolto e questi risultati ottenuti, ha lamentato il segretario, «mi sarei aspettato una partecipazione più corposa proprio da chi è stato in pericolo di perdere il posto di lavoro o ha atteso molti mesi per ottenere gli stipendi».

A conferma del grande rapporto di collaborazione e del riconoscimento del fondamentale ruolo svolto dall’informazione in provincia, rilevante è stata la presenza dei massimi livelli delle autorità istituzionali della provincia. All’apertura dei lavori erano presenti il prefetto Annunziato Vardè, che ha portato il saluti anche a nome delle altre Istituzioni, il questore Giuseppe Gammino, il colonnello della Guardia di finanza Francesco Fallica, il tenente Antonino Barbera per l’Arma dei Carabinieri. Presente anche il commissario straordinario Giovanni Scarso e il neo commissario della Camera di Commercio Sebastiano Gurrieri. Significativa la presenza e gli interventi dei rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, Marco Sammito, Cettina Raniolo e Giorgio Bandiera.

Il prefetto Vardè ha messo in risalto il ruolo e la professionalità dei giornalisti, indispensabili nel difficile mestiere di informare l’opinione pubblica. Pungente, in tal senso, è stata la relazione del segretario provinciale Gianni Molè che ha toccato i vari temi che riguardano la professione giornalistica: la crisi delle vendite dei giornali cartacei, il successo dell’informazione online, ma anche la giungla che essa ha prodotto quando chi non ha i requisiti professionali e deontologici pretende di esercitare il mestiere del giornalista. Molè ha però puntato all’unità della categoria, non unanimismo, ma unità, utile per non scomparire dal tavolo delle trattative con la parte.

«L’unità della categoria – ha detto Molè - non deve essere una ricerca fine a se stessa o una semplice dichiarazione d’intenti ma un reale approdo se la categoria vuole restare forte e competitiva sul mercato del lavoro e tenuta in considerazione dalla pubblica opinione. Non è un luogo comune affermare che a volte i veri nemici della categoria stanno al proprio interno: è purtroppo un’amara constatazione. Ma in tempo di crisi del giornalismo non c’è più spazio per indossare una ‘casacca’ aziendale, a scapito dell’interesse della categoria. L’unica maglietta che va indossata è quella di essere giornalisti, di servire la verità, di far sentire la solidarietà della categoria al collega disoccupato, licenziato o in difficoltà».

Ha chiuso il congresso il segretario regionale dell’Associazione Siciliana della Stampa Alberto Cicero, che ha stigmatizzato il comportamento del governatore siciliano Rosario Crocetta, il quale nega il confronto attorno a un tavolo per affrontare le problematiche dei giornalisti. Cicero ha parlato anche dell’«equo compenso» ai giornalisti, «il cui non riconoscimento farà perdere il diritto ai finanziamenti statali alle aziende». Ai dirigenti sindacali è stato chiesto anche un forte intervento presso l’Ordine dei giornalisti perché si attivi a prendere provvedimenti drastici e a mettere ordine nella giungla delle testate online che si arrogano il diritto di informare senza avere un direttore responsabile e la registrazione in Tribunale, oppure di consentire, attraverso la pubblicazione di commenti anonimi, di offendere la dignità professionale dei giornalisti stessi e di altri soggetti coinvolti nell’attività pubblica.

Nella foto in alto, da sinistra Gianni Molè, Michele Farinaccio, Carmela Minardo, Giuseppe La Lota e Alberto Cicero