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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 863
RAGUSA - 25/03/2013
Attualità - Primo Focus in Chirurgia a Ragusa organizzato dall’Acoi

Chirurghi: confronto e gestione integrata

Il presidente del Focus Vincenzo Antonacci: «Dobbiamo ridare legittimazione alla chirurgia della provincia di Ragusa e testimoniare un patto di fiducia fra popolazione e istituzione»
Foto CorrierediRagusa.it

«Ridare legittimazione alla chirurgia della provincia di Ragusa e testimoniare il patto di fiducia che la popolazione iblea deve avere con l’istituzione». C’è molto contenuto morale e professionale in questa frase pronunciata dal dott. Vincenzo Antonacci (nella foto con il prof. Giorgio Giannone a destra e), presidente del Congresso organizzato nel saloncino della Provincia, in viale del Fante, dall’Acoi (Associazione chirurghi ospedalieri italiani). Ridare legittimazione alla chirurgia ragusana, che sta attraversando una fase di transizione.

I presupposti per crescere ci sono tutti. A giudicare dalle prestigiose presenze siciliane e nazionali che si sono alternati al tavolo dei relatori. Fra questi, lo sciclitano Giorgio Giannone, punta di diamante della chirurgia del «Garibaldi» di Catania; Giuseppe Cucchiara di Roma; Giorgio Cutini chirurgo di Jesi; Diego Di Piazza, chirurgo di Catania; Giacomo Bonanno, endoscopista di Catania.

Il convegno è stato un «Focus in Chirurgia» che ha trattato la gestione integrata delle complicanze chirurgiche più frequenti. «Che fa il chirurgo col bisturi in mano-si chiede il dott. Antonacci- quando si trova con una complicanza chirurgica, solo o con dei nemici più o meno evidenti? In questo caso dobbiamo ricorrere a figure professionali diverse che, solo insieme, possono risolvere favorevolmente i problemi».

Sinergia fra più figure professionali, dunque. Ma quali possono essere queste complicanze chirurgiche? Spiegato in parole semplici e accessibili anche a chi è a digiuno di medicina, le complicanze sotto i ferri, in questo caso, riguardano proprio i tre temi che l’evento organizzato (il primo a Ragusa) ha voluto trattare.

Primo tema: le complicanze chirurgiche biliari. Esempio, la colecistectomia laparoscopica- lesioni per anomalie o per gravità del quadro clinico; secondo tema: le complicanze della chirurgia del colon retto, neoplasie e diverticoli, malattie di larga diffusione; terzo tema, la gestione delle complicanze dei laparoceli, ovvero gli esiti della mancata tenuta della parete addominale dopo l’intervento chirurgico.
«Nella società moderna- puntualizza il dott. Antonacci- si eseguono frequentemente interventi chirurgici. Assistiamo alla comparsa di sempre più ernie della parete addominale post-intervento. Anche questo è un tema di grande rilevanza perché altera la dinamica della parete addominale e dei visceri in essa contenuti».

Dopo il saluto delle autorità locali, il padrone di casa, commissario della Provincia Giovanni Scarso, il commissario straordinario dell’Asp 7 Angelo Aliquò e il presidente della Commissione Sanità all’Ars Giuseppe Digiacomo, i partecipanti all’evento si sono avvalsi delle proiezioni video che hanno hanno permesso di studiare e commentare gli interventi chirurgici addominali.

L’impressione che si ricava dal lavoro svolto dai professionisti della chirurgia a Ragusa è positivo. Come l’ottimismo manifestato dal commissario Asp Aliquò, al lavoro per dotare la chirurgia ragusana di un’alta figura chirurgica che possa far compiere un grande salto di qualità al territorio ibleo e ai chirurghi che avranno voglia di mettersi in discussione nell’apprendimento delle nuove e moderne tecniche chirurgiche.