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RAGUSA - 13/03/2013
Attualità - Grazie all’intervento dell’on Nello Dipasquale

Un milione dalla Regione per crisi idrica Ragusa

Rassicurazioni anche dal commissario straordinario Margherita Rizza

Un milione di euro per fronteggiare l´emergenza idrica di Ragusa. La Regione dà prime risposte positive alle sollecitazioni arrivate dal parlamentare regionale Nello Dipasquale. Il deputato ibleo si è confrontato con l´assessore regionale all´Energia, Nicolò Marino e con il direttore del Dipartimento Acqua, Marco Lupo, per tornare ad illustrare l´emergenza idrica che sta vivendo negli ultimi tempi il capoluogo ibleo a causa dell´inquinamento di alcuni pozzi.

Grazie alla disponibilità manifestata dal presidente Rosario Crocetta, è stato previsto un investimento pari ad un milione di euro per attivare nuovi pozzi a Ragusa. "Fin da subito ci siamo adoperati per cercare di trovare delle prime soluzioni al problema - dichiara l´on Nello Dipasquale - La disponibilità del governatore Crocetta, che ringrazio vivamente, ci ha permesso di avviare un confronto con l´assessore Marino per iniziare a risolvere la questione. Saranno attivati nuovi pozzi per poter rispondere all´accresciuto fabbisogno d´acqua della città dopo l´inquinamento di alcuni pozzi".


SOLUZIONE ALLE PORTE
A quasi due mesi dalla chiusura dei pozzi e dell’emergenza idrica in città non c’è ancora una soluzione e tutto è ancora da decidere. Entro le prossime ore sarà trovata una soluzione, secondo quanto assicurato dal commissario straordinario Margherita Rizza: "Aspettiamo i risultati delle analisi che ci ha chiesto l´Asp e che sono stati inviati a Catania. Non sono ancora arrivati e dunque siamo praticamente fermi. Ma è chiaro che qualcosa a questo punto faremo in ogni caso".

Non ci sono vie di uscita al caso. La speranza è che le analisi possano confortare l’autorità sanitaria e dare così il via libera all’immissione dell’acqua nella rete idrica ma solo e strettamente per motivi igienici. Sarebbe naturalmente vietato l’utilizzo dell’acqua per fini potabili. Esistono tuttavia molti dubbi rispetto a questo eventuale provvedimento perché anziani e bambini sarebbero i più a rischio.

«Aspettiamo ancora un paio di giorni al massimo – dice il direttore sanitario dell´Azienda sanitaria provinciale 7 di Ragusa Vito Amato - anche perché se si riuscisse a reimmettere acqua potabile nei rubinetti della città sarebbe una vittoria di tutti. Vediamo che cosa emerge da queste ultime analisi per quanto riguarda le spore e poi vedremo che cosa succederà".

Se questo percorso non sarà praticabile l’emergenza sarebbe destinata a peggiorare per via della maggiore richiesta di acqua con l’arrivo di temperature più miti e soprattutto per la scarsità di mezzi a disposizione per le forniture di acqua. In città il malcontento resta alto mentre è stato aperto un altro fronte che comunque comporta tempi lunghi. E’ la ricerca di nuovi pozzi, uno nei pressi della stazione di Ibla e gli altri più a valle ma bisogna capire chi pagherà perché il comune non ha fondi a disposizione nel bilancio.

Il commissario cittadino de «La Destra», Giuseppe Dipasquale, intanto commenta: «La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti. E chiediamo che, dopo l’individuazione di una soluzione abbozzata, con l’apertura di un pozzo la cui acqua sarà dichiarata non potabile, siano accertate le responsabilità di questa vicenda. Soprattutto si comprendano le ragioni per cui i reiterati allarmi lanciati dall’Arpa al Comune di Ragusa non sono stati presi nella dovuta considerazione».