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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 746
RAGUSA - 21/02/2013
Attualità - Emergenza prolungata e disagi a iosa per i residenti dopo la mancata riapertura del pozzo B

Rifornimento idrico affidato ad autobotti

Le famiglie dovranno continuare a convivere con la penuria di acqua ed organizzarsi Foto Corrierediragusa.it

Per tutta la settimana le autobotti dovranno assicurare il rifornimento di acqua ai circa 15mila residenti che non sono approviggionati dalla rete idrica. Gli effetti della chiusura dei pozzi B e B1 è destinata insomma a continuare perché la facoltà di Chimica dell’Università di Catania renderà noti gli esiti degli esami sabato Tra i tecnici non c’è comunque molta fiducia sul fatto che si possa arrivare subito alla riapertura visto che le autorità sanitarie sono perplesse. E’ crisi continua insomma ed un fine settimana duro anche per i residenti nel centro della città, non interessato alla chiusura dei pozzi perché per lavori ad una cabina elettrica che assicura l’alimentazione al pozzo S. Leonardo l’erogazione sarà sospesa.

Le famiglie dovranno continuare a convivere con la penuria di acqua ed organizzarsi. Legambiente Ragusa ha reso noto un decalogo ad uso e consumo di quanti devono fare i conti con una situazione imprevista ma i disagi sono innegabili. La vita di ogni giorno è condizionata soprattutto per chi non ha la possibilità di ricorrere a forniture private al costo di 100 euro a rifornimento.

L’esito dell’incontro avuto a Palermo tra il commissario ed il dirigente dell’Ufficio regionale dell’Acqua non ha prodotto gli effetti immediati che qualcuno si attendeva. Per programmare la apertura di nuovi pozzi servono progetti e soprattutto soldi. Circa mezzo milione di euro che l’assessorato regionale potrebbe garantire attingendo a diversi capitoli di bilancio ma per passare alla fase operativa si arriverà almeno all’estate. Troppo per le famiglie anche in vista della stagione più calda quando la necessità di acqua aumenterà per forza di cose. Una situazione imprevista ma che ha le sue radici nel più recente passato quando, erano appena due anni fa, si dovettero chiudere le sorgenti Oro Scribano e Misericordia. Forse sarebbe stato il caso di cominciare a pensare sin da allora ad un piano alternativo ma così non è stato.