Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 893
RAGUSA - 15/02/2013
Attualità - Intanto il presidente della Regione Crocetta conferma l’intenzione di bloccare i lavori

Consolato Usa rassicura su Muos Niscemi

Nei giorni scorsi i militari della base di Sigonella hanno rifiutato il plico del funzionario della Regione siciliana nel quale c’era il provvedimento di revoca della Giunta delle autorizzazioni per la realizzazione del sistema radar Foto Corrierediragusa.it

"Siamo nelle condizioni di poter assicurare che l’installazione Muos in Italia rispetterà gli stessi rigorosi standard in materia di sicurezza e salute applicati alle installazioni presenti negli Stati Uniti". E´ quanto scrive sul suo sito il Consolato Usa di Napoli in riferimento al Muos, il sistema radar in costruzione nei pressi di Niscemi.

Nei giorni scorsi i militari della base di Sigonella hanno rifiutato il plico del funzionario della Regione siciliana nel quale c´era il provvedimento di revoca della Giunta delle autorizzazioni per la realizzazione del sistema radar. Uno «sgarbo» istituzionale nei confronti del presidente della Regione Rosario Crocetta, che proprio a Ragusa, ha ribadito l’intenzione del governo regionale di fermare i lavori.

Dice testualmente il Consolato Usa di Napoli: "Dal 2005, la Marina statunitense opera a stretto contatto con il Ministero della Difesa per far sì che il sito Muos in Sicilia ottemperi alle normative italiane, dell’Unione Europea e degli Stati Uniti . Gli esiti di due studi sulla sicurezza condotti dalla Marina statunitense e dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (Arpa) della Regione Sicilia indicano che dopo l’installazione del Muos le emissioni elettromagnetiche presso il sito vicino Niscemi rimarranno ben al di sotto dei limiti previsti dalla legge.

Gli studi dimostrano anche che il Muos non interferirà con i sistemi di comunicazione dell’aeroporto di Comiso. Inoltre, il sito Muos alle Hawaii, operativo dal 2009, si trova a meno di 20 KM dall’aeroporto internazionale di Honolulu, e non è stata registrata alcuna interferenza con le attività aeroportuali. Il Muos sarà pienamente operativo solo a seguito della certificazione da parte delle autorità italiane di un rapporto post-installazione sugli effetti ambientali".

E ancora: "Gli Stati Uniti sono impegnati ad adottare tutte le misure di mitigazione tecnicamente compatibili per ridurre i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici, e continuano ad esplorare tecnologie alternative e innovative per ridurre i consumi energetici e le emissioni presso il sito. Abbiamo ribadito il nostro impegno a condurre un monitoraggio continuo e a trasmettere tutti i risultati all’Arpa Sicilia attraverso canali di comunicazione dedicati e stiamo installando una rete di cavi e connessioni a fibra ottica per consentire al Ministero della Difesa e all’Arpa di effettuare rilevamenti nell’area attorno al sito". Intanto oggi davanti alla base è ritornata la protesta delle mamme niscemesi, dei lavoratori e degli attivisti in presidio nei pressi della base.

I militari Usa scortati dalla Polizia italiana sono stati rispediti indietro quando hanno cercato di sfondare il blocco tra le soddisfazione dei presenti. Il comitato No Muos a Niscemi chiede dal suo sito solidarietà a tutti i cittadini italiani: «E’ importante organizzare un presidio di solidarietà e pressione soprattutto nelle città di Napoli, sede del consolato generale che ha potestà sulle regioni del sud Italia; Roma, sede dell’ambasciata; Milano e Firenze, sedi degli altri due consolati generali del nord e del centro Italia; e ovviamente a Palermo, sede dell’agenzia consolare USA in Sicilia e sede dell’Assemblea regionale siciliana. Se abitate in questa città, attivatevi!».


rassicurazioni
17/02/2013 | 1.29.23
carnesala

Se ci rassicurano gli americani, stiamo proprio tranquilli...