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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 669
RAGUSA - 16/02/2013
Attualità - Si attenua l’emergenza idrica scaturita dall’inquinamento delle falde

Riapre da oggi il pozzo B: torna l´acqua a Ragusa

Le analisi dell’acqua relative alla presenza del batterio che procura fastidi intestinali hanno dato esito negativo

Il pozzo B sarà riaperto e da oggi la situazione idrica in città migliorerà. Le analisi dell’acqua relative alla presenza del protozoo «Cryptosporidium» che procura fastidi intestinali hanno dato esito negativo. Il laboratorio di Chimica dell’Università di Catania, cui sono stati affidati gli esami, ha infatti rilevato l’assenza di questo elemento per cui l’acqua può essere immessa nell’acquedotto comunale. Si attende solo il via libera da parte dell’Asp, cui il commissario straordinario ha trasmesso la richiesta di riapertura corredandola degli esiti dell’esame. La riapertura del pozzo B non risolverà del tutto la fase emergenziale ma sarà di grande aiuto anche perché saranno mantenuti i servizi di rifornimenti tramite autobotte secondo il piano messo a punto a palazzo dell’Aquila.

E’ passato ormai quasi un mese dalla chiusura dei due pozzi, era infatti il 20 gennaio, e la città ha vissuto, soprattutto la prima settimana, giorni difficili. Ora il piano dei rifornimenti è stato messo a punto e le autobotti arrivano a destinazione con regolarità. Non bisogna tuttavia abbassare la guardia e si pensa già a come intervenire in modo strutturale nel malaugurato caso di altre emergenze. Servono nuovi pozzi dopo la chiusura di quelli di Misericordia ed Oro Scribano,la cui chiusura due anni fa, ha dato il via alla crisi idrica. Il tavolo tecnico ha individuato già tre nuovi siti per eventuali perforazioni ma servono risorse. Il costo si aggira infatti sul mezzo milione di euro che il comune al momento, almeno, non sa dove reperire. Per tamponare basterebbe realizzare il progetto relativo ad uno dei tre pozzi individuati e su questo la discussione è avviata.

I SOPRALLUOGHI DEL POOL DI ESPERTI NELLE AZIENDE SEQUESTRATE
Saranno monitorate una per una le cinque aziende agricole sequestrate dalla procura di Ragusa per presunte responsabilità in ordine all’inquinamento idrico che ha determinato la chiusura di due pozzi, con i ben noti disagi ai residenti. Il pool insediatosi proprio in procura ha già effettuato i primi sopralluoghi nelle aziende, che insistono nella zona di ricarica delle sorgenti Oro e Misericordia.

Del pool fanno parte i veterinari, i funzionari del settore Ambiente della Provincia regionale, i carabinieri del Nucleo Antisofisticazione, l´Arpa e i funzionari del Comune. Ad alcuni sopralluoghi ha preso parte anche il Commissario straordinario di Palazzo dell´Aquila Margherita Rizza. Dovranno adesso essere accertate eventuali responsabilità delle singole aziende in ordine all’inquinamento idrico causato da rifiuti organici animali, in violazione del decreto Ronchi.

In particolare sotto osservazione da parte del pool alcune concimaie, per accertare il corretto smaltimento dei rifiuti organici. Ogni componente del pool di lavoro, in riferimento alle rispettive competenze, dovrà redigere una valutazione per ogni singola azienda sequestrata e prospettare dunque eventuali interventi. Poi saranno trasmesse al Procuratore Carmelo Petralia cinque relazioni complessive e dopo si valuterà quale disposizione dovrà essere assunta dall´organo amministrativo o da quello giudiziario.

L´EMERGENZA IDRICA NON LASCIA AFFATTO TRANQUILLI
L’emergenza acqua non lascia tranquilli. E’ di difficile soluzione perché servono interventi strutturali che mal si conciliano con le necessità di circa 15 mila cittadini che da venti giorni a questa parte sono costretti a ricorrere alle forniture esterne, sia esse messe a disposizione del comune o rivolgendosi semplicemente ai privati con un costo di circa 100 euro a viaggio. Le forniture in questi ultimi giorni si sono regolarizzate ed anche i tempi si sono accorciati di qualche giorno rispetto alla prima settimana. Il lavoro dei tre centralini messi a disposizione scorre in modo fluido ma è il prossimo futuro cui i cittadini guardano con timore ed apprensione.

Per risolvere l’emergenza acqua in città servono nuovi pozzi e questo, naturalmente, comporta investimenti, progetti e tempi lunghi. Il commissario per il momento si è limitato ad emettere due ordinanze nei confronti di due aziende dell’altipiano nei confronti delle quali si condiziona il provvedimento di dissequestro con alcuni interventi da realizzare per lo scarico dei reflui. Sul fronte delle analisi si attende il responso del dipartimento di Chimica dell’Università di Catania che deve accertare la presenza di un protozoo che sarebbe l’elemento più pericoloso perché determina problemi intestinali. Il commissario e l’Asp vogliono essere più che sicuri e confortati dalle analisi che l’apertura dei pozzi non comporti rischi per la popolazione.

I pozzi restano dunque chiusi mentre si susseguono le riunione della commissione Ambiente. Ai componenti è stata consegnata una lunga relazione da parte del responsabile provinciale dell’Arpa, Maria Antoci, sul monitoraggio portato avanti negli ultimi due anni quando il caso acqua esplose con le sorgenti di Oro Scribano e Misericordia che furono chiuse già due anni fa. Fu quello il primo campanello d’allarme ma da allora poco o nulla è successo. Ora il problema è esploso ed è difficile venirne a capo.