Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 745
RAGUSA - 13/02/2013
Attualità - Disagi a non finire per i residenti ormai allo stremo della sopportazione

A Ragusa emergenza idrica non lascia tranquilli

Servono nuovi pozzi e questo, naturalmente, comporta investimenti, progetti e tempi lunghi Foto Corrierediragusa.it

L’emergenza acqua non lascia tranquilli. E’ di difficile soluzione perché servono interventi strutturali che mal si conciliano con le necessità di circa 15 mila cittadini che da venti giorni a questa parte sono costretti a ricorrere alle forniture esterne, sia esse messe a disposizione del comune o rivolgendosi semplicemente ai privati con un costo di circa 100 euro a viaggio. Le forniture in questi ultimi giorni si sono regolarizzate ed anche i tempi si sono accorciati di qualche giorno rispetto alla prima settimana. Il lavoro dei tre centralini messi a disposizione scorre in modo fluido ma è il prossimo futuro cui i cittadini guardano con timore ed apprensione.

Per risolvere l’emergenza acqua in città servono nuovi pozzi e questo, naturalmente, comporta investimenti, progetti e tempi lunghi. Il commissario per il momento si è limitato ad emettere due ordinanze nei confronti di due aziende dell’altipiano nei confronti delle quali si condiziona il provvedimento di dissequestro con alcuni interventi da realizzare per lo scarico dei reflui. Sul fronte delle analisi si attende il responso del dipartimento di Chimica dell’Università di Catania che deve accertare la presenza di un protozoo che sarebbe l’elemento più pericoloso perché determina problemi intestinali. Il commissario e l’Asp vogliono essere più che sicuri e confortati dalle analisi che l’apertura dei pozzi non comporti rischi per la popolazione.

I pozzi restano dunque chiusi mentre si susseguono le riunione della commissione Ambiente. Ai componenti è stata consegnata una lunga relazione da parte del responsabile provinciale dell’Arpa, Maria Antoci, sul monitoraggio portato avanti negli ultimi due anni quando il caso acqua esplose con le sorgenti di Oro Scribano e Misericordia che furono chiuse già due anni fa. Fu quello il primo campanello d’allarme ma da allora poco o nulla è successo. Ora il problema è esploso ed è difficile venirne a capo.