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RAGUSA - 12/02/2013
Attualità - Il 6 maggio del 2007 una dipendente del comune si procurò lesioni per accedere all’Atm

Prelievo "salato" per le casse comunali: 16mila euro!

Il comune di Ragusa dovrà pagare la somma ma ha chiamato la banca proprietaria della postazione nel cortile di palazzo dell’Aquila a comparteicpare alle spese

Un prelievo che costerà caro ai contribuenti ragusani. A fronte di 250 euro prelevati dall’Atm installato all’interno di palazzo dell’Aquila il comune dovrà risarcire una sua dipendente per ben 16 mila 575 euro. La somma tuttavia non sarà coperta tutta dall’ente ma al 50 per cento con il titolare dell’Atm, la Banca Agricola Popolare. Il tribunale ha infatti condannato l’ente a risarcire il danno quantificandolo in 11 mila 200 più le spese. A nulla è valso il fatto che i legali del comune abbiano chiamato in causa la Banca Agricola perché la piattaforma di accesso al Bancomat non era a regola a d’arte. La banca ed il comune divideranno il risarcimento e piangeranno con un’occhio.

L’episodio avvenne il 6 maggio del 2007 quando una dipendente comunale si recò nell’atrio del palazzo municipale per prelevare dei soldi. Nel salire gli scalini di accesso all’Atm la donna scivolò e cadde in modo rovinoso a terra procurandosi gravi lesioni. La donna intentò una causa legale tesa al risarcimento del danno proprio perché gli scalini e la stessa piattaforma non erano stati sistemati secondo le norme di sicurezza. La lunga vertenza ha portato alla sentenza del tribunale ed alla notifica all’ente dell’ingiunzione di pagamento.

Il comune ha cercato di opporsi chiamando in causa la Faro assicurazioni Spa che era la compagnia con la quale l’ente aveva stipulato un contratto per «danni procurati dal proprio patrimonio». Nulla da fare perché la Faro nel frattempo è stata posta in liquidazione coatta e non potrà intervenire. Il legale della dipendente ha prima precettato il comune ed al silenzio dell’ente ha chiesto ed ottenuto il pignoramento della somma, nel frattempo arrivata a 16.575 euro. Al Comune non resta ora che pagare e poi rivalersi per una compartecipazione alla spesa con la Banca Agricola.