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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 712
RAGUSA - 11/02/2013
Attualità - Si moltiplicano le segnalazioni di guasti alle auto dopo il nostro articolo - inchiesta

Gasolio "sporco", la prima denuncia ai Carabinieri

Il signor Giuseppe Vittoria ha dovuto sborsare 350 euro per riparare il guasto alla sua auto
Foto CorrierediRagusa.it

Continuano i casi di benzina ‘taroccata’ in provincia di Ragusa. Dopo il nostro articolo di qualche giorno fa, infatti, sono molte le segnalazioni pervenute in redazione, molte le persone che hanno riscontrato gli stessi problemi dopo aver fatto rifornimento in alcuni distributori del territorio ibleo. C’è addirittura chi ha già sporto denuncia ai carabinieri, come il sig. Giuseppe Vittoria di Comiso, che qualche settimana fa, ha dovuto ricorrere al controllo in autofficina per un consistente danno in seguito a un pieno di diesel. «Come di consueto – ha raccontato il sig. Vittoria - ho fatto rifornimento in un distributore di Comiso, sempre lo stesso negli ultimi mesi visto che si trova nei pressi del mio posto di lavoro.

Poco dopo la mia auto ha smesso di funzionare: ci sono voluti 350 euro per rimediare al danno subito». Anche il meccanico presso cui si è recato il sig. Vittoria, come era già successo negli altri casi, ha appurato che si trattava di diesel ‘sporco’ (foto), pieno di fanghiglia, che ovviamente non permette all’automobile di funzionare come dovrebbe.

«Naturalmente mi sono recato per protestare nel distributore di benzina – ha aggiunto – ma il gestore non mi ha saputo dare spiegazioni, né si è assunto la responsabilità del prodotto venduto». A differenza delle altre persone danneggiate, però, il sig. Vittoria ha deciso di approfondire la vicenda e ha contattato direttamente l’azienda che commercializza i prodotti petroliferi nel distributore in questione - impresa di cui conosciamo il nome ma che omettiamo per ragioni di privacy - senza però ricevere mai risposta.

«Ho telefonato più volte all’azienda – ha detto Vittoria – ma senza fortuna. Ho parlato sempre con la segreteria e, anche se ho richiesto con insistenza di potermi confrontare con un responsabile, questa possibilità mi è sempre stata negata». Dopo aver chiesto quindi chiarimenti al distributore di benzina, prima, e ai proprietari dell’impianto, poi, il sig. Giuseppe si è recato direttamente dai carabinieri ma anche qui la vicenda si è rivelata più complicata del previsto.

«Dopo aver presentato la denuncia – ha detto ancora – mi hanno chiesto di portare delle analisi del materiale trovato nel serbatoio. Peccato che questi esami costano 120 euro e che avrei dovuto effettuarli senza controparte, di fatto con la possibilità di farli magari manomettere a mio piacimento». Oltre ai soldi già spesi per il rifornimento e ai 350 euro di danni pagati in autofficina, il sig. Vittoria avrebbe ancora dovuto spendere più di 100 euro ad analisi che, forse, non sarebbero nemmeno state considerate attendibili. Il danno, intanto, è rimasto e i consumatori continuano a pagare a proprie spese scelte ‘commerciali’ inammissibili, non corrette e su cui si dovrà far chiarezza.


14/02/2013 | 0.33.25
Terry

concordo con Vincenzo,si devono fare i nomi dei distributori per poter essere un servizio utile al cittadino altrimenti nn serve a niente. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Cmq anche io tempo fa ho fatto notare che quando si tratta di extracomunitari vengono date le generalità, invece quando si tratta di noi italiani si danno solo le iniziali per tutelare la privacy.


gas olio taroccato
11/02/2013 | 15.45.09
vincenzo

ho notato che per alcune notizie da voi date se dovreste dare i connotati o segnalazioni come il distributore o distributori fuori legge vi nascondete dietro alla privacy quando invece in fatti criminosi sono coinvolti persone extra comunitari date tutte le informazioni fino alla settima generazione lo ritenete giusto?


Un consiglio
11/02/2013 | 7.39.25
Il Criticone

In casi del genere ritengo si debba seguire questa procedura: ci si rivolge alla Guardia di Finanza che, ricevuta la segnalazione,dovrebbe attivarsi per fare un campionamento nel distributore segnalato. Tale campione "dovrebbe" essere inviato al laboratorio delle Dogane pertinente al territorio. Il Laboratorio delle Dogane, a conoscenza delle specifiche chimico-fisiche del prodotto, dovrebbe procedere con le analisi di rito e se queste danno valori in contrasto con le leggi vigenti, si dovrebbe procedere al fermo del distributore ed all´incriminazione per truffa aggravata.Questo è quanto dovrebbe avvenire "in teoria" poi magari non se ne fa niente come in tutte le cose italiane.