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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 615
RAGUSA - 09/02/2013
Attualità - Fa discutere la presenza della provincia alla tradizionale borsa del turismo di Milano

Bit sì o Bit no? Gli operatori turistici contestano Scarso

Una polemica che la dice lunga sulle capacità di dialogo pubblico-privato in un settore delicato

Per il commissario straordinario della Provincia, Giovanni Scarso «E’ fondamentale esserci». Per gli operatori turistici iblei «è una presenza inutile». Fa litigare la scelta della Provincia di avere uno stand alla Borsa internazionale del Turismo, Bit, che si tiene come ogni anno a Milano da giovedì a domenica prossimi. E’ stata una scelta dell’ultimo minuto quella annunciata dal commissario che ha lasciato di stucco molti operatori turistici con i quali l’intesa era quella di puntare su altre fiere come Monaco e Berlino, ma non Milano perché ormai troppo vicina come data per potere programmare pacchetti turistici ai vari tour operator.

Una polemica che la dice lunga sulle capacità di dialogo pubblico-privato in un settore delicato che, ad onta dei grandi investimenti degli anni passati, ha prodotto poco o niente, in termini di ritorno. Proprio per questo quest’anno si voleva cambiare direzione anche alla luce delle limitate risorse economiche. Giovanni Scarso difende la sua scelta: «E’ dettata dalla novità dell’apertura del nuovo aeroporto di Comiso, non a caso lo stand è stato allestito anche grazie alla collaborazione con la Soaco, la società di gestione dello scalo di Comiso». Marco Nuzzarello, aderente al Consorzio Citur insieme ad altre trenta operatori rileva: «Siamo rimasti allibiti. Si stanno spendendo soldi pubblici e non sono stati coinvolti nel modo più giusto gli operatori del settore. Non è certo pensando ad un annuncio cinque giorni prima della manifestazione che si fa programmazione o strategia turistica.

Come operatore turistico non avrei oggi un pacchetto turistico adeguato da proporre, così come la mia stessa azienda non mi manderebbe perché all’ultimo momento aerei e hotel costano di più. Non è tollerabile che, anche dopo il tentativo di attivare una concertazione, qualcuno si alza e dice andiamo alla Bit. La presenza ad una manifestazione del genere si programma un anno prima, non gli ultimi cinque giorni. Pensavamo che gli incontri che come consorzio abbiamo programmato, tesi anche a scuotere la coscienza politica, ci avessero aiutato nella strategia turistica. Purtroppo non si riesce ad andare oltre le belle parole. Il nostro interesse è vendere il territorio e non raffazzonare uno stand magari con pieghevoli vecchi. Non è questa la giusta direzione del turismo».

IN PROVINCIA TURISMO ALTERNATIVO NON SFRUTTATO
Ci sono tante proposte di turismo alternativo ma non c’è organicità nella presentazione e nell’offerta. E’ questo uno dei punti dolenti emersi nel corso dell’ultimo appuntamento promosso da Citur su «I Giovedì del turismo». Sono stati quattro incontri che hanno affrontato il prossimo futuro del turismo in provincia da vari punti di vista, enogastronomico, infrastrutturale, organizzativo e l’ultimo tenuto presso l’Antica Badia Hotel è stato incentrato sulle possibilità offerte sul territorio da privati ed associazioni. Tra queste la possibilità di affittare una barca o uno yacht come ha ricordato Silvio Camillieri o le escursioni a cavallo, il trekking ed il turismo rurale come ha illustrato Salvatore Licitra. Un tipo di turismo con diverse gamme di prezzo , che opera 12 mesi su 12 , che potrebbe veramente destagionalizzare i flussi ed attrarne di nuovi.

Non solo arte, dunque, in provincia di Ragusa ma anche tanto sport e divertimento. Il dibattito si è acceso grazie ad altri interventi programmatici. Susanna Salerno, funzionario della Provincia, ha esposto un progetto riguardante il cicloturismo, altro settore che nel nostro territorio ha una risposta non indifferente. Nanni Di Falco, titolare dell´associazione naturalistica per l´escursionismo Kalura, che si occupa principalmente di trekking, ha lanciato un appello affinchè privati e non possano valorizzare quei percorsi spesso dimenticati che tanto ingolosiscono gli appassionati, e trovare partner sulla provincia iblea per allargare l´offerta rivolta ad un turismo naturalistico.

A concludere il seminario ci ha pensato l´archeologo Giovanni Distefano che, con il suo intervento breve ed incisivo, ha individuato tutte le potenzialità che potrebbero fare »schizzare» l´offerta turistica dal minimo al massimo: la storia, il dialogo tra culture, i monumenti, la campagna ragusana. IL consorzio ha annunciato un ulteriore incontro tra due settimane per tirare le somme sulla base degli elementi emersi negli appuntamenti di queste ultime settimane.