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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 783
RAGUSA - 07/02/2013
Attualità - L’allacciamento della conduttura al serbatoio Asi garantirà 15 litri al secondo

Vertice in Prefettura per crisi acqua

I pozzi restano chiusi perchè non ci sono ancora le condizioni di sicurezza della potabilità dell’acqua Foto Corrierediragusa.it

Ancora un vertice sull’emergenza acqua in città ma non è arrivata la notizia attesa dalle famiglie riguardante la riapertura dei pozzi. Questi restano chiusi ma la situazione è destinata a 0 migliorare con l’allaccio che sarà perfezionato nelle prossime ore del serbatoio Asi alla conduttura comunale.

Questa manovra consentirà di immettere una quindicina di litri al secondo nella conduttura comunale, che pur non risolvendo il problema, mitigherà la fase emergenziale. E’ questa una delle decisioni prese in sede di tavolo tecnico tenutosi presso la Prefettura (nella foto) cui hanno partecipato lo stesso prefetto, Annunziato Vardè, che segue da vicino la questione, il commissario straordinario del Comune, Margherita Rizza ed i vertici della Asp e della Protezione Civile. Alla luce delle relazioni tecniche è stato deciso di attendere ancora qualche giorno prima della riapertura di almeno uno dei due pozzi perchè il pericolo inquinamento sussiste ancora.

La Procura della Repubblica segue da parte sua la vicenda soprattutto per quanto riguarda la bonifica dei siti che avrebbero causato l’inquinamento dei pozzi. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati di sette persone il procuratore, Carmelo Petralia, ha chiesto all’Arpa di definire un protocollo secondo il quale gli allevatori dovranno attenersi per lo smaltimento dei reflui delle aziende.

L’ex assessore Ciccio Barone è intervenuto intanto sulla vicenda acqua che è al centro delle discussioni in città. Barone chiede un controllo sui prezzi praticati dai privati per le forniture con le autobotti visto che c’è un grande divario tra le varie forniture. Dice ancora Ciccio Barone: «Inoltre si deve pensare in fretta a rimborsare nella prossima bolletta i soldi che i cittadini hanno pagato ingiustamente fino a questo momento

Emergenza continua
Disagi senza fine. I due pozzi B e B1 non verranno riaperti e l’emergenza è destinata a durare. I provvedimenti assunti dal commissario straordinario, Margherita Rizza, insieme ai tecnici, cercano di spalmare i disagi su tutti i quartieri della città ma si tratta di palliativi perché le famiglie devono attendere una settimana per avere un carico di acqua fornito dal comune o si devono rassegnare a pagare tra i 90 ed i 100 euro per otto mila litri di acqua. Il problema è oggi accertare se l’acqua del pozzo B, che potrebbe tamponare la situazione con l’immissione di un certo quantitativo, è potabile o meno, ma per questo serve uno specifico esame che nessun laboratorio in Sicilia è in grado di fare.

Bisogna infatti accertare o meno la presenza del protozoo Cryptosporidium per avere il via libera da parte dell’autorità sanitaria. Tutte le altre analisi sono infatti risultate positive e si potrebbe, in teoria, forzare la situazione ma la cautela in questi casi, trattandosi di salute pubblica, non è mai troppa. La perdurante assenza di pioggia, tra l’altro, favorisce la potabilità dell’acqua visto che non ci sono infiltrazioni dalla superficie ma al momento i pozzi restano chiusi. Il commissario straordinario ha varato una rotazione nella distribuzione dell’acqua chiudendo gli adduttori che riforniscono la zona di viale Europa e viale delle Americhe.

Queste due zone rimarranno a secco ma si potrà riempire invece il serbatoio di contrada Bruscè per servire altre zone nelle prossime 48 ore. In particole, Bruscè e le vie Fieramosca, Paestum, Psaumida, Nenni, Terranova che sono state finora le aree più penalizzate. I funzionari hanno anche fissato un calendario per la distribuzione con le autobotti. Nei prossimi giorni dovrebbe essere immessa nella conduttura l’acqua del serbatoio dell’Asi ed anche questo provvedimento servirà a facilitare le cose ma in queste ore è stata lanciata la proposta di utilizzare l’acqua dell’invaso di S. Rosalia. Un’ipotesi che è stata definita fantasiosa dai tecnici perché servirebbe una condotta lunga e costosa, tecnicamente ineccepibile per fare arrivare l’acqua in città. I tempi di realizzazione sarebbero insomma troppo lunghi per l’emergenza ; potrebbe essere pensato un progetto in tal senso ma al momento è escluso un intervento in questa direzione.


genio
07/02/2013 | 9.31.39
salvo t

adesso darei il premio al genio che ha fatto la richiesta di questo esame per tenere ancora chiusi i pozzi e lasciare ancora mezza ragusa senz´acqua, sicuramente sapeva che non era possibile farlo in sicilia, quindi devo sospettare che è stata una mossa politica?se è così complimenti postate il nome che credo che i cittadini vorranno stringergli la mano e non solo quella