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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 372
RAGUSA - 05/02/2013
Attualità - E’ guerra fra sigle sindacali e istituto bancario

Fabi, Cisl e Cgil denunciano Unicredit

Secondo i sindacalisti, difesi dall’avvocato Carmelo Di Paola, l’azienda avrebbe favorito un dipendente al punto da fargli ottenere privilegi aziendali e sindacali
Foto CorrierediRagusa.it

L’Unicredit di Ragusa è stato denunciato al Giudice del Lavoro del Tribunale di Ragusa per violazione dell’articolo 28 della legge 300, il famoso Statuto dei lavoratori che salvaguardia i dipendenti dai comportamenti antisindacali dell’azienda. Sono stati i segretari generali delle Organizzazioni sindacali Fabi, Fiba-Cisl e Fisac-Cgil a presentare il ricorso tramite l’avvocato Carmelo Di Paola del Foro di Ragusa.

I dirigenti sindacali accusano l’Istituto di Credito, di «avere reiteratamente e consapevolmente consentito ad un proprio funzionario di utilizzare il ruolo che svolge per la Banca, nonché i mezzi aziendali, comprese le auto di servizio, per svolgere attività sindacale, sfociata in una intensa campagna di proselitismo e producendo danni di immagine alle altre Organizzazioni dei lavoratori».

Secondo i sindacalisti di Unicredit, il funzionario della banca sarebbe stato «privilegiato» dalla copertura dell’azienda tanto da costituire una Rsa (rappresentanza sindacale aziendale) a Vittoria lo scorso 28 gennaio, durante l’orario di sportello. «Il soggetto-continuano i sindacalisti- ha operato e continua a operare nonostante siano state più volte denunciato verbalmente e per iscritto, a tutti i livelli, le gravi irregolarità sin dal 2011. Egli ha persino utilizzato un’auto aziendale per raggiungere la sede nonostante avesse riferito al responsabile della filiale presso cui si è recato, di trovarsi lì per motivi relativi al ruolo conferitogli dalla banca».

Nel ricorso si leggono accuse pesanti e circostanziate di particolari. «Il soggetto in questione mentre si trovava presso una filiale di Ragusa della banca, dove in atto è in corso una ristrutturazione edilizia, ad alta voce, parlando al telefono con un collega, lo ha rassicurato circa un suo «intervento» nei confronti di un alto dirigente della banca, per sollecitare il trasferimento dello stesso, da Comiso a Vittoria, (evento questo che si è verificato dopo pochi giorni) assicurandogli pure che le problematiche relative alla posizione della propria moglie, anch’essa dipendente Unicredit, sarebbero state risolte molto presto».

Insomma, per i sindacalisti ricorrenti i comportamenti concessi dall’Istituto e favorevoli al funzionario della Banca e alla organizzazione sindacale che rappresenta, «sono le prove di una palese, malcelata e reiterata acquiescenza dell’Azienda che ha in tal modo finito per favorire un sindacato discriminandone altri e provocando notevoli danni d’immagine». Adesso sarà il giudice a stabilire se la banca ha violato l’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori.