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RAGUSA - 22/01/2013
Attualità - Il Comitato regionale per l’Urbanistica non autorizza demolizioni ed accorpamenti degli edifici

Ppe Ragusa: si ipotizza ricorso al Tar

Lo strumento è stato definito "fumoso" Foto Corrierediragusa.it

Il Piano particolareggiato per il centro storico c’è. E’ stato approvato dalla Regione con apposito decreto ma risulta tuttavia monco perché il Comitato regionale per l’Urbanistica, Cru, che comunque aveva dato parere positivo, ha detto che non si può procedere a demolizioni ed accorpamenti di immobili così come aveva previsto il Consiglio comunale.

Il Cru ha detto nella sua relazione che il piano rispetto a questa possibilità «è fumoso» non entrando in ulteriori dettagli. Il risultato è che il piano non può dunque essere attuato così come era stato pensato, ed in ultima analisi approvato. Ed il centro storico le zone più centrali della città resteranno intoccabili impoverendosi sempre di più. Dovrebbe essere il Consiglio comunale a sostituirsi al Cru e prendere in mano la situazione ma la legge non lo consente per cui l’ipotesi venuta fuori dal convengo promosso dal Centro studi «Feliciano Rossitto», dall’Associazione Gruppo Impegno S. Giovanni e dal Lions è di presentare un ricorso al Tar.

Franco Schembari dell’associazione di quartiere è stato lapidario nella sua analisi: «Negli anni 60’ nel centro storico vivevano 25mila persone, oggi sono rimasti in 4 mila e la metà di questi sono extracomunitari». Il problema che si pone dunque è di rendere vivibile il centro, di rendere le abitazioni fruibili, pratiche, adeguate alle normative di sicurezza ma anche comode per favorire il ritorno nella città storica. Per far questo bisognerebbe allargare le unità abitative, creare la possibilità di nuovi spazi demolendo ruderi e costruendo case al passo con i tempi. Il Cru, però ha detto no ed ecco che tutto l’entusiasmo nato con l’approvazione del piano particolareggiato è già sfumato e bisognerà intraprender la strada legale con tutto quello che ciò comporta. Dovranno essere i cittadini a proporre ricorso proprio perché sono loro ad essere penalizzati.

L’avvocato Gaetano Barone si è messo a disposizione a titolo gratuito ma anche altri professionisti sono pronti a fornire il loro aiuto. In effetti toccherebbe al Comune farsi parte attiva ma la presenza a palazzo dell’Aquila del Commissario straordinario, funzionario regionale, non lascia prevedere che l’ente si rivolga al Tar proprio contro un organo regionale. Dovrà essere dunque il consiglio comunale a mobilitarsi e a votare un atto di indirizzo che impegni il commissario a fare, volente o nolente, questo passo. Il Piano particolareggiato dunque fa segnare un momento di impasse ed ha deluso i tanti che attendevano ormai di entrare nella fattispecie degli interventi. Bisognerà ancora attendere dopo venti anni e passa.