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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 38
RAGUSA - 10/01/2013
Attualità - Il bando illustrato dal commissario straordinario alla conferenza dei capigruppo

Contributi per 60mila euro agli "Invisibili" di Ragusa

Saranno aiutate 140 famiglie ma il presidio in piazza Matteotti resta Foto Corrierediragusa.it

Criteri rigorosi per l’assegnazione dei contributi agli indigenti che da due settimane sostano davanti a palazzo dell’Aquila. E’ questa la filosofia del bando approvato dal commissario straordinario e che ora passera all’attenzione del consiglio comunale. Il commissario intende utilizzare i 60 mila euro a disposizione dell’apposito capitolo del bilancio e si ripromette di trovare altre somme a fine mese. Con l’attuale disponibilità si prevede di potere soddisfare le aspettative di 140 famiglie.

Il bando prevede un contributo per tutte quelle famiglie che hanno un indicatore ISEE nel 2011 inferiore a 5.772 euro comprensivo dei redditi esenti da Irpef come invalidità civile o accompagnamento. Ogni famiglia potrà presentare una sola domanda ed un maggiore punteggio sarà assegnato a chi ha figli o vive in un appartamento in affitto. Il contributo massimo per ogni singolo soggetto è di 384 euro mentre alle famiglie andranno dai 336 euro per il capofamiglia ai 120 del coniuge. Per ogni figlio a carico da 72 euro per il terzogenito a 194 per il primogenito. L’amministrazione tuttavia intende legare l’erogazione dei sussidi ad un lavoro svolto ed in questo senso sta cercando di coinvolgere le cooperative sociali. A questo proposito la Confcooperative e la Lega delle Cooperative potrebbero avviare alcuni dei soggetti assistiti verso lavori come la cura del verde ed il controllo dei parcheggi.

La proposta del commissario Margherita Rizza

Per gli «invisibili» il commissario straordinario ha predisposto un nuovo bando finalizzato all’erogazione di contribuiti per quanti versano in condizioni di disagio economico. Il testo e le modalità di accesso saranno pubblicati tramite un manifesto e sono stati illustrati dal commissario alla conferenza dei capigruppo (nella foto). Il commissario inoltre ha previsto che si potranno avviare al lavoro grazie alle cooperative sociali di tipo B alcune unità individuate tra le fasce svantaggiate.

Le modalità saranno concordate tra il commissario e la Lega Cooperative e Confcooperative. Si tratta di strumenti che intendono venire incontro a quanti sostano ormai da due settimane in piazza Matteotti ed ultimamente si trovano sistemate in una tenda. Tra gli svantaggiati cresce il disagio ed il malumore per quelle che vengono ritenuti dei palliativi. Gli svantaggiati chiedono a tutti i costi un lavoro ma gli spazi di manovra por il commissario e lo steso consiglio comunale sembrano veramente ridotti.

La solidarietà della città
In piazza Matteotti, di fronte a palazzo dell’Aquila, è arrivata la tenda. E’ stata messa a disposizione da un’associazione di volontariato e può ospitare fino a venti persone. Un aiuto per gli «invisibili» che dal 27 dicembre bivaccano davanti al Comune perché reclamano il ripristino dei sussidi. A favore di chi presidia la piazza si è messa in moto anche un’altra iniziativa chiamata
«Sprigioniamo sapori». Si tratta di pasti preparati nella mensa del carcere di contrada Pendente.

«E’ un gesto – spiega Aurelio Guccione, presidente del Consorzio «La Città solidale» che ha in cura la mensa del carcere – che intende dare un segnale di sostegno concreto a chi ha bisogno. Ci sembra un fatto significativo che chi lavora in carcere possa essere d’aiuto a chi vive un momento di difficoltà. Ma questa iniziativa non può e non vuole rappresentare una soluzione. Il problema, infatti, deve essere affrontato dalla politica attraverso atti concreti e non proclami». Al centro dell’agenda la riforma dei servizi sociali.

«Ribadiamo – prosegue Guccione – la necessità di una riforma profonda del sistema dell’assistenza sociale. Un sistema che deve integrare lo sviluppo economico con quello sociale. Dobbiamo, inoltre, distinguere i veri poveri dai sussidiati di mestiere. Bisogna, cioè, dire basta all’assistenzialismo ed alle clientele politiche».