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RAGUSA - 23/03/2008
Attualità - Ragusa - Canti, cunti e poesie

Ragusa: La Pasqua degli Ultimi Cantastorie

La Passione di Cristo in dialetto Foto Corrierediragusa.it

?Patri santu, co to Figghiu / nui vuliemu, pinitenti, /camminari pi la strata /ca ni porta a lu Carvariu. / Pi la strata ?nsanguinata / fatta santa i Gesù Cristu. / Camminannu, li piccata / nui cianciemu addulurati. ? l’incipit di ?A Via ra Santa Crucis’ del ragusano Giorgio Casamichele, scomparso l’anno scorso all’età di 93 anni lasciando alla sua terra una grande eredità culturale tradizionale, nonché incipit scelto dall’Associazione culturale ?Gli ultimi cantastorie’, di Ragusa, per la 2^ edizione de ?U Pàssio ri la Simana Santa. Canti, cunti e poesie’, da una idea di Franch Aamir, che si è svolta nella Chiesa di Sant’Antonino, a Ragusa Ibla.

Clara Damanti, Luana Occhipinti, Pippo Di Noto e Giuseppe D’Avola le voci recitanti nello spettacolo che si è rivelato essere un concerto popolare arricchito di musiche e recite attinte dalle nostre tradizioni, molte delle quali si tramandano di generazione in generazione in forma orale, rischiando di andare perdute nel tempo; sono i canti pasquali del folklore ibleo, i ?miniminagghi’ della nostra cultura, la memoria degli anziani, eredi di un sapere contadino oramai scomparso, ma vivo in numerosissime nenie, storie, filastrocche, proverbi, che ?Gli ultimi cantastorie’ non vogliono vadano perduti.

? così che hanno pensato, per questo periodo pasquale, di mettere in scena la via Crucis, così come è stata interpretata da Giorgio Casamichele nella sua opera dialettale, classicamente costituita da quindici stazioni, e caratterizzata dall’interessante scelta linguistica del dialetto, che comporta, di conseguenza, un’accurata scelta lessicale e semantica. «Il dialetto, infatti - ha spiegato Franco Occhipinti, presidente dell’Associazione ?Gli ultimi cantastorie’ - bene rende la passione di Cristo, in maniera forse mai intesa prima. E il pubblico è rimasto colpito da ciò, tant’è che qualcuno era anche commosso alla descrizione del calvario di Gesù Cristo e dei particolari della sua crocifissione.

Abbiamo scelto di fermarci alla quattordicesima stazione, con l’augurio che ciascuno possa intendere la Risurrezione a proprio modo nel giorno della Santa Pasqua». Nessun costume di scena, ma dei ?cantastorie’ che, con la lettura dell’opera di Casamichele, hanno rievocato la Passione di Gesù, mentre il gruppo musicale I Taddariti, con fisarmonica, ottavino, percussioni e chitarra, hanno contribuito a creare un’atmosfera tipicamente siciliana, cantando canzoni tratte dal repertorio tradizionale come ?A Marunnuzza’ e ?U’ venniri santu’. La degustazione di prodotti tipici ragusani ha, infine, fatto da piacevole cornice alla manifestazione.